Come ci possiamo difendere dalle infestazioni di scarafaggi?

Non è soltanto perché la loro stessa vista, come l’odore che emanano, è sgradevole e addirittura ripugnante; non è nemmeno perché ci ispirano istintivo ribrezzo, che è importante occuparsi di disinfestazione scarafaggi. La ragione reale è che la loro presenza significa contaminazione del cibo e degli ambienti, insorgenza di problemi respiratori nei bambini, e perfino rischio di malattie come gastroenterite e dissenteria: eliminare questi insetti è un problema essenzialmente legato alla nostra buona salute, e non può quindi essere trascurato senza conseguenze decisamente spiacevoli, che molto probabilmente preferiamo non affrontare, a prescindere da quanto sia complicato il metodo e da quante seccature possa procurarci.

Prima ancora di preoccuparsi di come liberare la nostra casa dalle infestazioni di scarafaggi, è perciò utile ragionare su cosa sia possibile fare per limitare fin dalla radice il rischio stesso che queste si verifichino. Per quanto non sia possibile raggiungere una certezza – ci sono milioni e milioni, letteralmente, di scarafaggi in ogni grande città, e si riproducono a ritmi di rapidità impressionante – prendere i giusti accorgimenti può fare molto per la nostra tranquillità, e rendere se non altro un po’ più remota la possibilità di trovarci, un giorno, con la casa completamente invasa da orde di questi insetti zampettanti in ogni angolo, che corrono a nascondersi non appena accendiamo la luce. Ecco quindi qualche consiglio:

- Eliminiamo sempre i residui di cibo nella cucina, soprattutto vicino ai frigoriferi e in qualsiasi anfratto o crepa: la sporcizia, soprattutto in luogo umido e buio, attira questi insetti.

- Non lasciamo cibo esposto, neppure per brevi periodi: sigilliamolo in appositi contenitori, perché non richiami gli scarafaggi col proprio odore.

- Liberiamoci tempestivamente dei cartoni da imballaggio: diverse specie di scarafaggi depongono di preferenza le proprie uova proprio in questo materiale.

- Sigilliamo ogni tipo di crepa; sono i nascondigli preferiti di questi insetti, specialmente se conducono a un’intercapedine nel muro, scura e umida – un nido ideale.

- Manteniamo, in generale, una pulizia impeccabile. Ogni nostro scarto, ogni perdita d’acqua, sono per questi animali cibo prezioso e una ragione di stabilirsi definitivamente nella nostra casa.

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Le elettroseghe

Numerosi sono gli strumenti che vengono utilizzati in giardinaggio; esistono strumenti manuali come i classici attrezzi (zappa, vanga, badile, rastrello, cesoia), attrezzi per rifiniture (cesoie, potatrici, bastoni estensori), attrezzi meccanici a motori utilizzati per lavori pesanti (elettroseghe, compressori, pompe volumetriche).

Un’ elettrosega non è altro che uno strumento costituito da una lama a catena ruotante alimentata da un motore. Generalmente le elettroseghe vengono impiegate per la manutenzione ordinaria e straordinaria di alberi o piante dalle grandi dimensioni. Utilizzando tali strumenti meccanici, sono possibili opere atte al contenimento/espansione di un albero, rimozione piante a fusto grande, potatura verde e potatura secca, taglio legname, taglio. In giardinaggio dunque, operano un ruolo di punta nella gestione delle piante arboree e piante da frutto; grazie alla elevata velocità di rotazione, variabile dai modelli meno complessi di 2000 rpm (che tradotto dall’inglese diviene giri per minuto) a vuoto, ai modelli più avanzati superiori a 12000 rpm, è possibile tagliare più o meno velocemente una qualunque appendice vegetale. Inoltre l’efficienza del taglio è data non solo dalla velocità di rotazione della lama, ma anche dalla presenza di una catena che vanta forme ed estroflessioni che decorticano la pianta per continua abrasione.

L’elevata velocità combinata ad una catena costituita da elementi metallici creano uno strumento di taglio perfetto, capace di non rovinare le superficie e di non lasciare residui di lavorazione.
Una elettrosega per essere sfruttata al meglio necessita di una prolunga di lunghezza variabile tra i 10 e 30 metri, permettendo cosi di muoversi liberamente su tutta l’area di giardino da trattare. Ogni sega è costituita da una lama ed un impugnatura ergonomica che conferisce presa salda e impedisce la caduta dello strumento, inoltre per motivi di sicurezza, vi è installato sul pulsante di avvio un dispositivo blocca-lama. Il dispositivo si attiva nella circostanza in cui la motosega sfugga dalle mani dell’utilizzatore, quando ciò avviene e il dito si stacca dal pulsante di avvio, il dispositivo entra in funzione bloccando la corsa della lama, fermandone cosi il movimento.
Un grande strumento in tutta sicurezza che può essere usato per i lavori più svariati.

Esiste una grande differenza tra elettrosega e motosega, sulla base della quale occorre ponderare bene al momento dell’acquisto. La differenza sostanziale stà nell’alimentazione, la prima è alimentata per mezzo di corrente elettrica, la seconda da una miscela olio-carburante in parti variabili 1:3 o 2:5. Tale principale differenza si ripercuote su quelle che saranno poi le diversità di componenti, di potenza e lavoro. Una elettrosega non essendo dotata di un motore a due tempi non necessita di combustione, quindi non rilascia Co2 durante l’utilizzo, tuttavia l’impiego della sola energia elettrica fornisce prestazioni a livello di potenza leggermente inferiori a quella delle motoseghe.

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Tipografie on line: il cambiamento di rotta dei tipografi

Negli ultimi anni le tipografie on line hanno preso il sopravvento.
Una volta fino a pochissimi anni fa c’erano le tipografie, spesso stavano sotto casa, le quali avevano un paio di macchine da stampa e qualche macchinetta accessoria, per lo più macchine tipografiche con caratteri mobili e/o a piombo come la classica linotype e un tagliacarte vecchia maniera.
In Italia erano presenti in numero rilevante, nate dalle attitudini artigianali degli Italiani del dopo guerra, e riuscivano a fare cose pregevoli: bastava fare anche un semplice lavoretto al giorno per portare a casa la giornata. Oggi tutto è cambiato ma non tutti se ne sono accorti.

Per capire meglio: vi ricordate i negozi di generi alimentari sotto casa?
Nel giro di pochissimi anni sono scomparsi ma sembra che nessuno se ne sia accorto. Questi negozi sono stati sostituiti dai grandi Centri Commerciali e dalla grande distribuzione con le catene famose, dove possiamo trovare più offerte a minor prezzo del negozietto sotto casa.

Ebbene, alla tipografia è successa la stessa cosa (seppur qualche tipografia tradizionale è ancora resistente), e si deve prendere atto che è arrivata la grande distribuzione anche nel settore tipografico con un varietà di offerte, grazie alle nuove e costosissime tecnologie delle tipografie on line, le quali possono offrire prezzi molto bassi che la piccola tipografia non può permettersi di fronteggiare.

Molti tipografi hanno compreso questo cambiamento di rotta e si stanno riconvertendo, vendendo le attrezzature, vecchie e oramai obsolete, e le stanno sostituendo con soli computer grafici per dare vita alle efficientissime tipografie on line.
Com’è cambiato il ruolo del tipografo nelle tipografie on line?
In pratica, da artigiani, i tipografi sono diventati professionisti e/o consulenti, che ricevono il cliente, gli consigliano riguardo al da farsi, gli impostano il lavoro grafico e, una volta realizzato il file di stampa, lo inoltrano ad una delle tipografie on line, che nel giro di pochissimi giorni gli realizza il lavoro e glielo spedisce.

Dopodiché, il tipografo riconvertito chiama il cliente e incassa il lavoro senza aver investito il becco di un quattrino in grosse attrezzature costose e difficili da ammortizzare.
Molti tipografi rifiutano la via delle tipografie on line e si ostinano a continuare sulla vecchia strada; ma è una strada che non porta da nessuna parte, tant’è che i fallimenti in questo settore sono elevatissimi. Molti piccoli tipografi sono ancora diffidenti dal rivolgersi alle tipografie on line, in quanto le ritengono concorrenti.
Invece, le tipografie on line vanno considerate come soci in affari con cui poter instaurare un rapporto di lavoro proficuo, costante e di fidelizzazione, mettendo in comune risorse e mezzi per raggiungere obiettivi comuni.

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Deposito mobili

I mobili sono da sempre stati un elemento caratteristico di ogni casa e appartamento, di fatto, contribuiscono a creare l’ambiente caldo e l’atmosfera domestica desiderata; atmosfera che nel corso del tempo può variare soggettivamente. Tuttavia nel corso degli anni si può arrivare ad accumulare notevoli mobili, dai quali però non ci si vuole separare o si vogliono conservare in attesa di un utilizzo migliore.

Da qui l’esigenza di stivare i propri beni nei depositi mobili. I depositi di mobili sono di grande utilità in quanto possono contenere preziosi arredi, ai quali è molte volte associato il ricordo di una persona o di un evento. Un deposito mobili è una soluzione alla portata di tutti che garantisce la custodia e la conservazione dei beni personali di un individuo nel corso del tempo,capace di preservare e inalterare la manufattura del mobile fornendo un servizio di tutela e stoccaggio.

Il servizio reso dal deposito mobili fornisce ai clienti un posto sicuro,pulito,funzionale e privo di umidità nel quale mettere i propri arredi e quant altro. Tale servizio è usufruibile da chiunque per i tempi desiderati, dal deposito per tempi brevi come nel caso dell’imbiancatura di una parete, o per tempi lunghi come nel caso di ristrutturazioni o traslochi. I depositi più all’avanguardia e dotati di tecnologia idonea e sistemi di sicurezza, forniscono ovviamente una sicurezza maggiore.

Tutto ciò che occorre è trovare un deposito mobili il più possibile vicino alla propria residenza, quindi, è possibile depositare i propri averi in appositi locali nei quali nessun estraneo potrà avere accesso; inoltre l’ampio locale del deposito, la possibilità di godere di un servizio di trasporto e di macchine di carico e scarico ha fatto sempre più espandere il settore di deposito mobili.
La soluzione più appropriata e meno ingombrante di risparmio di spazio in tutta sicurezza è sicuramente quella di un deposito; risparmio in tutta sicurezza e qualità.

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La nichelatura chimica: conosciamola meglio

Se occorre ricoprire un oggetto metallico con uno strato di materiale che, allo stesso tempo, costituisca una finitura di elevato valore estetico e un utile miglioramento delle caratteristiche chimiche e meccaniche dell’oggetto stesso, la nichelatura chimica metalli è, senza dubbio, un metodo che presenta risultati assolutamente soddisfacenti sotto ogni profilo, al punto che l’aspetto estetico, pur gradevole, passa in secondo piano rispetto a quello chimico-meccanico, tanto da rendere la procedura un punto importante di molte lavorazioni industriali.

Sette sono i punti di vantaggio fondamentali del procedimento:

- La resistenza alla corrosione; lo strato di nichel, soprattutto se arricchito con alti livelli di fosforo, conferisce una straordinaria impervietà all’oggetto contro gli attacchi della ruggine, dell’umidità e perfino degli acidi;

- La resistenza all’usura; la nichelatura incrementa moltissimo la resistenza del pezzo trattato, rendendolo capace di non essere scalfito durante l’uso e quindi elevandone la durata utile e il livello di performance;

- La durezza; soprattutto se effettuata con una lega Nichel-Boro, o a basso livello di Fosforo, la nichelatura permette di elevare drasticamente la durezza del pezzo trattato;

- La proprietà lubrificante; apposite nichelature effettuate con leghe arricchite di Teflon, pur avendo risultati meno eclatanti sui piani già descritti, in compenso abbassano in maniera nettissima l’attrito esercitato dal pezzo, facilitandone lo scorrimento;

- La saldabilità: lo strato di nichel applicato sul metallo è una superficie che può essere sottoposta a saldatura efficacemente, anche qualora il metallo nichelato sia invece i difficile saldatura;

- L’uniformità; lo strato depositato con il trattamento chimico, a differenza di quello della procedura elettrolitica, è sempre perfettamente uniforme, a prescindere dalle geometrie specifiche del pezzo;

- Il non-magnetismo: se occorre neutralizzare il magnetismo naturale del pezzo, una nichelatura ad elevato livello di fosforo è in grado di inibirlo o addirittura annullarlo completamente.

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Mobili metallici per ufficio: tipologie di mobili

L’ufficio è un luogo sacro per il lavoratore (impiegato o quant’altro) che lo occupa e deve essere arredato per poter condurre una piacevole permanenza e vita lavorativa in tutta serenità, comodità e sicurezza.
Proprio per questo motivo esistono i mobili d’arredamento metallici fatti proprio per tale circostanza. Trattasi di mobili metallici fatti interamente in acciaio prodotti in serie atti all’arredamento e all’ampliamento dell’ufficio in ambito lavorativo e non (possono infatti essere applicati per tutto e non solo per l’ufficio, ma anche per la cantina, il solaio, i balconi, i magazzini, i garage ect ect).

Vi è una vasta gamma di mobilia metallica che comprende armadi, scale, tavoli, mobili per raccolta differenziata, sedie, carrelli, vetrine per esposizione, stender appendiabiti, scaffali a bulloni o a incastro.

Tra i mobili metallici per ufficio, la categoria più utile è quella degli armadi.
Per gli armadi metallici infatti, adibiti per ufficio (e non solo per ufficio come vedremo) vi è un assortimento molto vario. Abbiamo infatti:

- Armadi per balconi su misura, sono armadi per balcone fatti in acciaio zincato e plastificato, realizzati in completa e totale misura per adattarsi appositamente centimetro per centimetro agli spazi che si vogliono sfruttare e attrezzati al loro interno con dei ripiani completamente regolabili in altezza e vantano numerose tipologie di colori quali il grigio chiaro, grigio scuro, beige chiaro, beige scuro, verde, bianco, finto legno, testa di moro

- Armadi spogliatoio, sono tipi di armadi in metallo che devono essere presenti per forza di cose in ogni piscina, palestra e anche in tutti quegli ambienti di lavoro ove si rende necessario l’utilizzo di una divisa. E’ necessario inoltre che siano costruiti nel rispetto di tutte le normative sull’igiene e delle regole ASL, per evitare contaminazioni esterne, facilitare il mantenimento di una corretta e perfetta igiene e allo stesso tempo garantire la sicurezza degli effetti personali in esso custoditi. Le misure a disposizione sono tante (dai 35 x 30 x 180 ai 99 x 50 x 180) a seconda dei posti da occupare che si rendono disponibili fino a un massimo di 3.

- Armadi per balcone a serrandina, armadi metallici utilizzati soprattutto nelle case più piccole per avere la necessità di creare uno spazio sufficientemente grande, sfruttando ogni angolo possibile. Una necessità che si fa vitale, e anche dove le misure sono ridotte si fa importante trovare un modo di farne buon uso. Per i balconi più stretti, dove aprire l’anta di un armadio sarebbe forse impossibile, gli armadi a serrandina divengono fondamentali perché possiedono una solida struttura in acciaio zincato, e una serrandina in robusto PVC riuscendo in tal modo ad adattarsi anche agli angoli più angusti, in tutte le misure che si possono volere e andando a creare, laddove sembrava non esserci posto, dei perfetti ripostigli attrezzati con ripiani regolabili o portascope, con la garanzia di una durata nel tempo molto significativa.

- Armadi per balcone ad ante battenti, armadi metallici che vengono applicati negli spazi esterni di una casa, fatti in acciaio zincato e plastificato (ma anche biplastificato, per la massima protezione dagli elementi e facilità di pulizia) che servirà per rendere invulnerabile l’armadio a qualsiasi temperatura o rovescio di pioggia o neve possa verificarsi sul nostro balcone.

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Mosche: purtroppo, più che un semplice fastidio estivo

Gli studi biologici e storici sembrano confermare che la mosca comune è uno degli insetti più antichi di cui l’uomo abbia memoria, e dagli albori della nostra evoluzione ci disturba e ci crea problemi igienici, oltre che i banali disagi legati al suo ronzio e al suo posarsi. Ma quando parliamo di mosche, parliamo di un mondo intero: si tratta di un insetto adattabilissimo, e del quale quindi esistono un numero straordinario di varianti, dalle ematofaghe a quelle che vivono nei rifiuti e spesso contaminano i nostri alimenti, fino alle portatrici di malattie anche gravi, ma tutte abilissime a servirsi dei nostri scarti e prosperare negli ambienti da noi creati.

Questo atteggiamento parassitario rende inevitabile, spesso, implementare degli interventi di disinfestazione mosche, la cui efficacia dipende strettamente dalla conoscenza dei cicli vitali e dei comportamenti di questi insetti. Tutte le mosche nascono infatti da uova deposte su sostanze putrescenti, di cui le larve si alimentano per i pochi giorni necessari alla muta ad adulto. La proliferazione di questi animali procede a ritmi terrificanti: in un’estate, a partire da una sola coppia di esemplari, in condizioni ideali possono nascere quattromila trilioni di mosche. Anche se, naturalmente, numeri così elevati non si verificano mai per i molti fattori ostili dell’ambiente, rimane il fatto che le mosche in circolazione sono moltissime, e che ciascuna si muove alla costante ricerca di cibo per poi emettere escrementi anche sessanta volte al giorno.

E poiché le mosche si posano di preferenza su ferite aperte, feci, rifiuti, sono costantemente cariche di pesanti quantità di pericolosi batteri, di uova di parassiti, e in generale sono delle bombe batteriologiche che depositano contaminazione su ogni oggetto – come i nostri alimenti, le nostre posate, i nostri corpi – su cui si posano. Tale rischio rende evidente l’importanza di organizzare continue disinfestazioni per regolare una popolazione infetta in costante aumento: e data la varietà di specie e d’ambienti, anche questa richiede un’altrettanto complessa pianificazione. In ogni caso, senza entrare in dettagli meglio riservati a professionisti, è certo che tutti possiamo, con pochi comportamenti intelligenti, contribuire a questa lotta: è sufficiente eliminare correttamente e quotidianamente i rifiuti organici, non lasciandoli fermentare specie nel caldo estivo, mantenere puliti e occasionalmente disinfettati i bidoni o cassonetti in cui li accumuliamo, e in generale evitando di lasciare all’aperto alimenti che le mosche potrebbero facilmente contaminare.

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Le sette domande magiche da porre alle aziende di pulizie

Quando si tratta di aziende di pulizie, Milano Roma e le grandi città di tutta Italia vi offrono la possibilità di selezionarne una da una gamma vastissima di concorrenti agguerriti, molti dei quali professionali e capaci. Se non avete esperienza nel settore, scegliere può diventare difficile, e valutare quale di loro faccia al caso vostro richiede qualche criterio di orientamento. Provate ad analizzare la loro proposta applicando queste sette domande puntuali: scoprirete che decidere diventa subito più semplice!

1. Quali sono i loro servizi di punta?
“Pulizie” è un termine generico, e a voi invece serve qualcuno che vi segua puntualmente. Avete un grande palazzo con facciata a vetri? La pulizia vetri sarà preminente. Siete una grande azienda alimentare? Dovrete assicurarvi che le loro procedure di lavaggio e pulizia degli ambienti industriali siano aggiornate e impeccabili. In generale, cercate coincidenza perfetta su questo punto.

2. Sono in grado di lavorare su tutte le vostre sedi?
La domanda è duplice. Da un lato si intende per tipologia di lavori: pulire i vostri uffici e il vostro stabilimento sono lavori differenti, soprattutto se lavorate in un ambito particolare come il settore alimentare o farmaceutico. Dall’altro, c’è un mero problema geografico: se avete sedi in tutta Italia, può non convenirvi fare tanti contratti locali, ma cercare di spuntare un buon accordo economico con una realtà a livello nazionale.

3. Quali sono le loro dimensioni?
È utile che adattiate le vostre e le loro dimensioni, come criterio iniziale di selezione. Ci sono ovviamente delle possibili eccezioni, ma è probabile che per un’azienda con centinaia di dipendenti, che lavora con clienti come grandissime aziende con svariati capannoni, il contratto chiuso con il vostro piccolo studio di avvocato sia poco importante, e come tale venga seguito. E del resto, è molto difficile che una piccola impresa con tre dipendenti possa seguire, oltre ad altri clienti, anche le pulizie dei vostri due capannoni e del palazzo di sei piani che ospita i vostri uffici.

4. Quale esperienza hanno?
In un settore come quello delle pulizie, capitano tanti imprevisti e tante urgenze, tante situazione da risolvere rapidamente perché stanno creando grossi problemi al cliente. Più ampia è l’esperienza del potenziale fornitore, più avrete ragione di stare sicuri che qualsiasi cosa accada sapranno come risolverla.

5. Quali prodotti usano?
Forse la domanda vi parrà strana: voi del resto non avete la competenza per valutare se siano quelli più corretti. È vero; ma da un lato, il modo i cui vi risponderanno, il grado di dettaglio, sarà una buona indicazione della loro competenza, attenzione e professionalità, e dall’altro sarà un’occasione di scoprire, se siete interessati, quanta attenzione diano all’ecologia e all’uso di prodotti con essa compatibili.

6. Con che tipo di clientela lavorano?
Potreste pensare che questo abbia poca importanza: le pulizie sono pulizie. Ma è una semplificazione un po’ grossolana. Pulire lo studio di un avvocato richiede azioni, personale, e competenze diverse dal pulire i capannoni di una fonderia. È poi perfettamente possibile che pur non avendo clienti del vostro settore l’azienda in questione sia capacissima comunque di soddisfarvi, ma averne è senza dubbio un punto a favore.

7. Hanno delle referenze?
In questo settore, la fiducia è tutto: per svolgere il loro lavoro, degli estranei devono costantemente poter entrare nei vostri uffici, svuotare i vostri cestini della spazzatura, pulire le vostre scrivanie. Occorre gente tanto degna di fede che si possa permetterle di fare tutto questo senza timori: e per persone così, non si esita a scrivere una breve lettera di referenza. Chiedete se ne hanno, saranno se non una garanzia almeno un’ottima presentazione.

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Lavanderie a gettone self service: perchè usarle.

Tutto costa sempre di più, e quello che possiamo sfruttare a nostro vantaggio si riduce costantemente in qualità e quantità.

Sono sempre di più le coppie separate, oppure le persone che scelgono di vivere da single, con o senza figli.

Con la crisi che avanza la possibilità di avere un mutuo è sempre più ridotta così come lo sono gli importi erogati.

Una logica conseguenza è che la metratura delle abitazioni affittate o acquistate tende a diminuire. Lo spazio a disposizione per elettrodomestici è sempre inferiore e anche il tempo da dedicare alla cura della casa cala vistosamente.

Anche i finanziamenti al consumo stanno conoscendo una notevole contrazione, producendo una sempre maggior riduzione degli acquisti, soprattutto in quei settori in cui l’investimento è, come si suol dire, a puro costo.

Questi sono i motivi principali, anche se non gli unici, per cui attività commerciali come le lavanderie a gettone self service sono sempre più utilizzate.

Essendo negozi self service sono abitualmente aperte 24 ore su 24, sette giorni alla settimana, 365 giorni all’anno. Il tempo di lavaggio è abitualmente inferiore a quello ottenibile da un apparecchio casalingo e anche altri fattori riguardanti i consumi, ad esempio, non sono sovrapponibili a quelli domestici, senza contare il fatto che abitualmente queste macchine in un self service svolgono anche il compito di asciugatura.

Ragioniamo: una lavasciugatrice costa diverse centinaia di euro: acquistarla con un finanziamento è sempre più difficile e, allo stesso tempo, acquistarla in un’unica soluzione diventa sempre meno una modalità appetibile.

I costi di esercizio, sempre a causa della crisi sono inevitabilmente destinati a crescere: detersivi a parte, il consumo di energia elettrica è quasi proibitivo.

Lo spazio occupato da questi elettrodomestici non è poco, e spesso diventa difficile piazzarli in locali già stretti per natura.

In caso di guasto, anche in presenza di garanzia, i grattacapi per avere il tutto riparato sono spesso quasi insormonmtabili.

Tutto questo per la discutibile comodità di avere la macchina in casa?

Molto meglio usare una lavanderia serlf service a gettone. Consumi e manutenzione non sono a carico nostro, se non per un’esigua parte del costo del gettone. La macchina è comunque a nostra disposizione in qualunque momento e, anche in caso di guasto, negli esercizi di questo tipo sono sempre presenti diverse macchine pronte all’uso (mentre nel caso di macchina di proprietà, oltre ai problemi di cui sopra, tocca aspettare a fare un bucato anche diversi giorni, con le inevitabili problematiche di accumulo).

Dulcis in fundo, non occupano spazio in casa nostra. Dunque… perchè no?

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Raggi laser e incisioni tridimensionali

Il raggio laser; qualcosa che, nonostante sia sul mercato anche consumer da parecchio tempo, rimane comunque nell’immaginario collettivo come simbolo di tecnologia avanzata.

Ed è davvero di tecnologia avanzata che parliamo riferendoci ai laser per incisione.

Vediamo però prima di tutto cosa sia in realtà un laser. Si tratta sostanzialmente di un raggio di luce ottenuto tramite un diodo particolare o tramite l’eccitazione elettronica di atomi di gas come l’anidride carbonica o altro, con la caratteristica di essere coerente. Vale a dire che, al contrario delle normali fonti di luce che si disperdono a cono, qui abbiamo una dispersione parallela, ovvero una concentrazione lungo il percorso di trasmissione della luce. Il risultato è una grandissima quantità di energia concentrata in una superficie estremamente ridotta.

Ecco che quindi un laser ha la possibilità di effettuare tagli estremamente precisi e sottili, più di qualunque lama e, in sovrappiù, non deve essere affilato. Anche i laser si esauriscono col tempo, ma sicuramente non con la frequenza di qualunque utensile in metallo.

Per la precisione e la possibilità di indirizzamento calibrato, il laser viene oggi utilizzato nell’incisione di svariati materiali, dalla plastica al legno, dai metalli al vetro al plexiglass.

Il raggio di un laser per incisioni viene abitualmente pilotato da un sistema computerizzato che può essere più o meno sofisticato a seconda dell’impiego cui è destinato. Esistono in commercio da qualche anno a questa parte delle vere e proprie “stampanti tridimensionali” in grado di ottenere qualsiasi forma incisa in moltissimi materiali diversi.

L’impiego tipico forse più conosciuto del laser ad incisione è quello della produzione di oggetti in plexiglass completamente solidi, al cui interno è stata creata una forma perfettamente tridimensionale, come un’auto, un animale o un volto.

Meno conosciuti ma certamente non meno importanti sono gli usi per incidere targhe, e persino tessuti, sui quali il laser per incisioni viene utilizzato per ottenere marcature ben definite.

Il laser, nato per scopi scientifici, è oggi utilizzato in moltissimi campi, da quello medico a quello militare, da quello estetico a quello dell’incisione.

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