Archivio di Dicembre, 2003

Quasisimmetria

Quasisimmetria

Sono stato a Roma e ho dormito allHotelVeneto: sarà mica in via Veneto? No: è in via Piemonte. Ma allora, mi son detto, deve esistere anche un Hotel Piemonte in via Veneto! E invece guarda un po: esiste lHotel Piemonte, ma è in via Vicenza.

Se esiste qualche imprenditore romano che legge il sito, un appello: fammi un Hotel Vicenza in via Veneto così chiudiamo il giro!

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Facendosi una cultur…

Facendosi una cultura


Non è di gattoAlcune mie scopertesensazionali delle ultime settimane:



  • Il salame Felino non è salame di gatto. Infatti sa di salame.

  • Però il vitello con cipolle del ristorante cinese vicino a casa mia non sa esattamente di vitello.

  • Linterno dello zampone che si mangia a Capodanno non è zampa di maiale: è un cotechino in borghese.

  • Il tipico colore rosso di Babbo Natale è in realtà il tipico colore rosso della Coca Cola, che nel 1931 lo raffigurò così per la prima volta in una pubblicità. Da quel momento, è entrato nella storia; ma prima di quella data, Santa Claus (ovvero San Nicola) era ugualmente amato dai bambini, anche se non aveva un carro trainato da nove renne imbizzarrite, ma da un più modesto cavallo. Inoltre in origine il suo vestito era una tunica gialla con dei fiori verdi fosforescenti, girava spesso ubriaco e, soprattutto, era gay.

  • Ho mangiato per la prima volta rane. Con un certo sollievo, addentandole, ho scoperto che sanno di pollo. Lo sgomento è tornato nel momento in cui ho realizzato che forse è il pollo che sa di rana.

  • Alcuni nomi di paesi sono transitivi. Per esempio, San Giovanni Lupatoto (VR), se trasformato alla forma passiva, diventa Toto è lupato da San Giovanni.

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Ciccio Giappone

Ciccio Giappone


Persi nella traduzioneAlla fine sono riuscito a vederlo! Per qualche strano motivo i cinema della mia città stanno programmando da un po Lost inTranslation di Sofia Coppola (quella delle ‘Vergini suicide’), uscito abbastanza in sordina ma che ha avuto unottima accoglienza dellacritica allultimo festival di Venezia.


Il film non è perfetto e ha un difetto principale: è abbastanza lento, ma comunque la lentezza è compensata dalla bellezza della location (Tokyo) che si lascia guardare e riguardare da ogni angolatura. Bill Murray gigioneggia ed è al massimo della forma, e i personaggi di contorno giapponesi fungono da ottimi comprimari per le scene comiche, anche se si sorride più che ridere; tutta la storia è imperniata da una vena malinconica che rende la pellicola -per fortuna- diversa dalle solite commedie sentimentali. Da vedere se non altro per tre motivi:


1. E la storia di due che si innamorano, e non cè né Julia Roberts né Jennifer Lopez
2. I protagonisti parlano male del matrimonio tutto il tempo! Finalmente!
3. Non cè il solito ‘buonismo tutti amici’ a cui il genere ci ha abituato in questi anni.


Voto del Pentolone:


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Cè una bellanotizi…

Il pescettoCè una bella notizia nel panorama dellanimazione!
Fino a qualche anno fa, guardando i film a cartoni Disney degli anni passati dove i protagonisti cantavano per metà del tempo canzonette insulse, mi chiedevo sempre ‘ma cosa cazzo canti? Sei un cartone mica un musical!’
Per fortuna questotrend sembra essere stato definitivamente abbandonato già da qualche anno, specialmente da quando alla Disney fanno fare i film alla Pixar che son molto più bravi, spacciandoli poi per propri. Soprattutto i buoni sentimenti sembrano finalmente in qualche modo dosati.

‘Alla ricerca di Nemo’ ne è un esempio, di ottima animazione anche se ogni tanto sembra che i pescetti protagonisti siano come ‘incollati’ sopra lo sfondoin movimento. Anche come trama, mi piacque di più Lilo & Stich dellanno scorso, ma si tratta comunque di un prodotto di buon livello.
Se siete bambinoni cresciuti, o dovete portare fuori una ragazza in cerca di coccole, dateci unocchio ;) (se invece cercate film seri, prima guardatevi Lost in Translation, io ancora devo riuscire avederlo :/ :/)

Voto del Pentolone:

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A conti fatti arrivi…

A conti fatti arrivi prima (che se andassi a piedi)


Sii come noOggi parliamo della fantastica azienda Trenitalia, e di quella massa di burocrati statali di m… che sono alcuni (molti) dei suoi dipendenti, salvo eccezioni di qualche brava persona che fa il suo lavoro con passione, gentilezza e competenza. Non è di queste brave persone di cui sto per parlare.
Sono un viaggiatore abituale per lavoro, pago un sacco di soldi a questa azienda, e questo è il trattamento che ricevo quotidianamente. Tralasciando i ritardi mostruosi e perenni dei treni (scrivo questo articolo mentre sono su un Eurostar che costa molto più dellIntercity perché in teoria arriva prima, ed ha sessanta minuti di ritardo. SESSANTA!!!), mi limito a tre casi risalenti a questa settimana:


1. Compro un biglietto da ?10,80 alla biglietteria automatica, metto dentro una banconota da 20, e siccome questa oggi ha problemi con le monetine, mi da una banconota da 5 come resto. Ho pagato 4,2 euro in più!!!! Indovinate a me quanti ne vengono rimborsati? Esatto, ?10,80 perché cè scritto sul biglietto.


2. Oggi telefono al 199.166.177, uno dei ‘prestigiosi’ servizi riservati ai detentori della carta ClubEurostar (costo: ?80 allanno). Il numero di telefono -a pagamento- serve per comprare i biglietti e cambiare le prenotazioni Eurostar prima della partenza.
Dovevo appunto cambiare la prenotazione del mio treno. State a sentire: siccome avevo comprato il biglietto alla biglietteria automatica insieme ad un altro, non mi cambiano la prenotazione!!!! Ma i biglietti sono DUE! I treni sono DUE! Diversi!! Niente da fare: ‘è una procedura inatto da anni’ mi dice. E io: ’sì ma è una procedura del cazzo!!! O no?’ Non ha rispostono.


3. I biglietti Eurostar dopo la partenza del treno, se non utilizzati, vanno cambiati entro 24 ore in biglietteria (non automatica né per telefono), altrimenti puf! perdi i soldi che hai speso.
Ore 21.25 di qualche giorno fa, il mio treno arriva ovviamente in ritardo (per colpa loro) alla stazione di destinazione, scendo, corro alla biglietteria appunto per cambiare un biglietto Eurostar inutilizzato. Mi metto in fila, sono lultimo della fila, arrivo davanti allo sportello e lorologio dalle 21.29 passa alle 21.30. Il cassiere: ‘hochiuso, è inutile che stia lì’. Che simpatico! Gli faccio presente che devo cambiare assolutamenteil biglietto altrimenti ci perdo 17 euro, gli faccio vedere che ho i soldi giusti in mano, e questo cosa fa? Mi chiude lo sportello in faccia!! Ci metteva un minuto a cambiarmi la prenotazione per il giorno dopo! Un minuto in più delle sue otto ore sindacali lavorative del cazzo! Io mi ero messo in fila prima che lo sportello chiudesse… ma anche qui non cè stato niente da fare e mi sono sentito rispondere anche ‘non è un problemamio’. Non è un problema tuo???? Ma te lo faccio diventare un problema tuo, maledetto!
Non solo, manonostante la mia garbata insistenza, che si trasforma in supplica, questo continua a svolgere le sue pratiche di fine turno dietro lo sportello chiuso!
Sempre con educazione, gli ho urlato dietro di tutto, culminando con un pugno sullo sportello che spero lo abbia quantomeno incrinato.

A cosa è servito? In concreto a niente, ma è servito a me, almeno, a sfogarmi!
E quindi alla fine peggio per te, caro il mio cassiere frustrato, la mia arrabbiatura passa ma la tua triste vita dietro una cassa e il tuo stipendio da fame rimarranno gli stessi per leternità! Perché se è questa la voglia che ci metti nel lavoro, nemmeno Babbo Natale ti darebbe una promozione!
E a tutti quelli che si offendono davanti a questa frase, la prossima volta siate gentili con i clienti, per Dio! Ma cosa cazzo vi costa?

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Ma ve li immaginate…

Ma ve li immaginate Columbro e Predolin spie della CIA?


Che drittoneHo visto in dvd finalmente Confessioni di una mente pericolosa, lesordio-niente male- alla regia di George Clooney, basato sullautobiografia sconvolgente di Chuck Barris, geniale produttore e conduttoretelevisivo degli anni 60-70 nonché ideatore di programmi famosissimi anche da noi: Il gioco delle coppie, Tra moglie e marito, e La Corrida! (il cui titolo originale è The Gong Show. E io che pensavo lavesse inventata il compianto Corrado)


Ebbene, Chuck viveva in realtà una doppia vita e svolgeva missioni omicide per conto dei servizi segreti americani (!): tutto questo gli causava frequenti crisi di identità finendo quasi per fargli perdere il senno.
Basta già la sceneggiatura a fare bello il film: ma Clooney ci mette del suo, racconta con uno stile ‘pentolone’ tra noir, commedia, documentario e il drammone psicologico, a volte esagerando (i personaggi sono unpo troppo estremizzati, quasi fumettistici, quindi tutti un po piatti: la bellona che fa la bellona, lagente segreto con la faccia da agente segreto, etc.) ma in generale garantisce un risultato convincente.


Dato anche il cast di primo piano (Julia Roberts, Drew Barrymore, lo stesso Clooney che però come al solito nelle parti serie non rende al meglio), questo è sicuramente un film da vedere, se non altro per conoscere lincredibile vicenda (vera) del protagonista.


Voto del Pentolone:

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Ma quanto mi piace q…

Ma quanto mi piace questo scrittore!!!


Leggetelo!Spassoso, malinconico, profondo ma mai pesante: è così che definirei il libro di esordio di David Trueba, Aperto tutta la notte (Feltrinelli).
Mi sono avvicinato a questo sorprendente autore spagnolo grazie al suo secondo romanzo, quel Quattro amici giàrecensito sul Pentolone. Se là il tema preponderante era quello dellamicizia, qui è quello della famiglia. Il libro narra infatti le avventure tragicomiche di una numerosa famiglia madrilena negli anni 80: 5 figli dalle età più disparate (da 5 a quasi 30 anni), ognuno con la propria storia e i propri problemi. Felisìn, il figlio maggiore, ha sposato una stragnocca francese presto odiata dal resto della famiglia; Matias è affetto da una rara malattia; Basilio è bruttissimo; Nacho è un donnaiolo convinto, Gaspar vuole fare lo scrittore e lo zio lo porta a prostitute; condiscono il tutto un padre in crisi di identità, una mamma rassegnata, uno spassosissimo nonno rincoglionito e una nonna stravagante e colta.
Le varie vicende sono incastrate molto bene, i caratteri dei protagonisti delineati in molte sfaccettature: mi ha ricordato un po lo stile di cinema di Almodovàr. La narrazione fluisce veloce alternando momenti estremamente comici o grotteschi ad altri di pura poesia.


Rispetto a ‘Quattro amici’, questo è un libro molto diverso nei temi e nellatmosfera, ma con lostesso inconfondibile stile: consigliato a tutti, non solo quelli della mia generazione.

Voto del Pentolone:

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La ciabatta

La ciabatta


il vecchio BillySi accettano adesioni per premiare Billy Costacurta per il peggior rigore calciato negli ultimi 10anni di calcio mondiale.

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Il culo.

Il culo.

Il culoSono anniche in molti ci poniamo questa domanda: ma perché voi donne guardate sempre il culo degli uomini? A voi non serve!

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Sono un fottuto nost…

Sono un fottuto nostalgico


Oneste Storie TardoadolescenzialiE pertanto vi parlo di un libro scritto da un ragazzo italiano giovanissimo, Stefano Verna (era un po che non si parlava dilibri da ste parti)
‘Oneste Storie Tardoadolescenziali’ (OST) è il suo romanzodesordio e sebbene ricordi più che da vicino il primo Brizzi, quello di Jack Frusciante (peraltro per stessa ammissione dellautore), è sicuramente degno di nota, fin dalla copertina autoprodotta che definirei fichissima


Come dice il titolo, la vicenda narra lanno scolastico di una classe di ragazzi torinesi: amori, amicizie, gite.
Io di anni ne ho quasi trenta e i tempi del liceo mi tornano in mente un giorno sì e laltro anche, era tutto così bello e spensierato, esattamente la vita dei protagonisti di questo libro, frizzante, leggero e forse incompiuto: ma leggerlo non costa niente, lo potete scaricare da qui!
Quindi un bravissimo a Steffoz (nongli do nemmeno il voto) nella speranza che ci regali altre sue produzioni in futuro!

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