Archivio di Agosto, 2004

Pensiero laterale

Leggo con imbarazzo dal blog di Kiki, un dialogo reale tra lei e una sua amica:

"Mah, dal bassodella mia esperienza posso dirti che più ti mostri disponibile più perdono interesse, più ti fai i cazzi tuoi più iniziano ad ingelosirsi. Se sono loro a chiederti di allontanarti ok, ma se ti allontani di tua iniziativa si incazzano come bisce schiacciate sotto da un camion…"

"E chiaro ma, a questo punto, se ammettiamo che lunico modo per tenersi un uomo è fingere di apprezzare unindipendenza semitotale per ottenere lopposto…questo significa che…bisogna ricominciare con le tattiche anche quando si è in coppia?! No, è troppo, non lo accetto…"

"Gli uomini amano le donne indipendenti… o ci nasci o ci diventi."

"No, secondo me gli uomini amano credere che una donna indipendente sotto sotto dipenda da loro, altrimenti le nostre alzate di testa non sortirebbero alcun effetto, non credi?"

"Anche questo è vero. Non ci sto capendo più niente."

Ma neanche noi! Che cazzo state dicendo?

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L’Autogrill

G’ho fame! G’ho sèè! Me scappa da pissàr!
AAAAAuuuuutoooogril, autogril, autogriiiiil
Autogril, autogril, autogriiiiil
Autogril, autogril, autogriiiiil
Autogril! Au-to-gril!
(storico coro delle scolaresche veronesi in gita)

Ah, ora sì che mi sentotranquilloStamattina ero stranamente in anticipo, cosa che non mi succede mai, quindi mi sono fermatoall’Autogrill per essere sicuro di arrivare almeno un po’ in ritardo.
Anni fa gli Autogrill dovevi sceglierteli: sapevi bene che il Melegatti faceva schifo al cazzo, mentre i Motta erano più lussuosi. Da quando ci ha pensato Benetton, gli Autogrill sono assolutamente rassicuranti, come i McDonalds, perché sono tutti uguali.
Il cesso è sempre sottoterra, e c’è sempre la sciura che oltre a prendere lo stipendio ti chiede la mancia; c’è sempre il rumeno che ti sporca il vetro (un giorno mi spiegheranno perché un lavavetri, invece di lavartelo, il vetro te lo sporca, e pretende pure di essere pagato); i panini sono uguali dappertutto.
A proposito di panini. Guardate che quando entrate vi dovete prendere Birra e Camogli, altrimenti non siete nessuno. Non esiste che fate le fighette con la Rustichella o altre cazzate. Birra e Camogli noi. Senza fidanzate troie né mogli, noi. Chiaro?

Ok. Comunque, ho ordinato il mio ottimo menù mattina, quello che con 3,20 euro ti danno cappuccino, brioche, spremuta e un calcio nel culo. Non è poco, per 3,20 euro.
Ma la cosa che ogni volta più trovo strana negli autogrill è il percorso obbligato che ti porta l’uscita. Secondo i geni del marketing che l’hanno inventato, tu passando ti devi comprare qualcosa per forza. Ma qualcuno, a parte chili di Pringles e biscotti, si è mai soffermato a vedere quali sono gli altri generi merceologici in vendita?
Esistono interi, spropositati espositori con dei salami. I prelibatissimi e famosissimi salami degli Autogrill. Ora, chi di voi ha mai comprato un salame in un Autogrill? Ma anche ha solamente valutato l’idea! A che scopo? Perché?
Anche qui, come per le collezioni diaccendini, qual’è il target di riferimento? Uno sfigato che vuole mangiare salame per cena e gli hanno già chiuso tutti i supermercati?
Quale fatturato porterà mai la sconfinata scelta si salami al gruppo Autogrill? Non si capisce.

Ma se ci pensate bene e state attenti, noterete anche che un’enfasi fuori luogo viene data agli espositori di due delle pietanze più tossiche oggi in commercio: il Caldo Caldo e il Freddo Freddo.
Il Caldo Caldo è una specie di cioccolata liquida o caffé che se la schiacci sotto, per qualche spaventosa reazione chimico-batteriologica, si scalda all’istante e assume la temperatura del piombo fuso. Il Freddo Freddo, e qui sappiamo tutti che si basa sulla fissione nucleare, se la premi sotto, si raffredda e diventa una ghiacciaia. Il Rimaneugale Rimaneuguale se lo premi sotto non succede un cazzo: rimane a temperatura ambiente. Infatti non ha fatto granché successo.
Ci si chiede Perché. Chi sono i consumatori di Caldo Caldo, e con che criterio uno in un Autogrill dovrebbe comprarsi un caffé liofilizzato in scatola che si scalda per motivi ignoti quando al banco bar te lo fanno al momento e costa anche meno. Probabilmente per provare l’ebbrezza di una fusione nucleare in miniatura, ma non è un motivo sufficiente.
Se conoscete qualcuno che ha comprato di questi prodotti, o peggio è un consumatore abituale di salami da autogrill, presentatemelo: diventerà un mio mito giovanile.

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Piccolo scivolone

Bello ciccioArriva finalmente nelle sale latteso Fahrenheit 9/11 di Michael Moore.
Fondamentalmente, a me il ciccio come regista piace. Apprezzai parecchio a suo tempo Bowling for Columbine.

Qui ci troviamo invececon un argomento molto più conosciuto, almeno qui in Europa, e abbastanza trito, su cui Moore si accanisce da tempo, con esiti altalenanti.
Ora, non fraintendiamo: sono il primo che vorrebbe il cocainomane guerrafondaio tonto fuori dalle palle. Ma il film non funziona.

I primi tre quarti dora sono ottimi, nel puro ironico stile-Moore: il problema è che quando comincia la filippica sui soldati caduti in Iraq, si scade nella retorica più bieca. Forse gli americani hanno bisogno di mezzora di pianto della madre per il figlio caduto, noi probabilmente no.
Moore fa campagna elettorale, e fa bene se dalle sue parti nessun altro dice certe cose; ma qualcuno che fa controinformazione qua in Italia cè, e non serve un documentario di tre ore per sapere che lattacco allIraq era meditato da tempo, che non centra un tubo col terrorismo, che è stato solo una corsa al petrolio e via dicendo. Molto più interessanti i legami di Bush con la famiglia Bin Laden, la storia dei brogli elettorali, insomma tutta la prima parte della pellicola.

Quindi, anche se un po a malincuore, credo che ben poche persone, qui da noi, verranno convertite allanti-Bush da questo film: chi era pro bush, pro berlusca, pro guerra, resterà pro e farà finta che Moore si sia inventato tutto; chi era già contro, resterà contro.
Avrei preferito uno stile più asciutto e meno partecipato, più distaccato; altrimenti Moore fa la fine di Luttazzi che siccome è contro Berlusconi ormai per principio (e ne ha ben donde, peraltro), quasi nessuno gli da credito, anche quando dice verità inconfutabili.

Voto del Pentolone:

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Tributo al Cigno

Tra tutta la gente strana che frequenta questo sito, cè un ragazzino nato nell88, che si presenta con un proclama rivoluzionario:

Costantino Vitagliano è un pazzo! Eun folle! Era meglio il mio eroe: Marco Van Basten. Altro che Vitagliano!

il Cigno bianco...lacrimuccia!A parte ilparagone a metà tra il geniale e lo squilibrato, che dire?
Chai ragione, giovane amico. Io che ho (ahimé) qualche anno più di te Van Basten lho visto giocare dal vivo, con Baresi, Gullit e Rijkaard, ho visto i suoi numeri, la sua eleganza, il modo in cui dribblava gli avversari e si elevava in area, il suo stile, indimenticabile…

Io cero al Bentegodi quel giorno, quando il Milan contro il Verona perse lo scudetto grazie allarbitro Lo Bello amico diFerlaino, quando Marco si tolse la maglia e venne espulso insieme a Sacchi..
Vidi in diretta quando la sua fragile caviglia fece crack, seguii con patema d
animo il dottor Martens (macellaio olandese secondo solo al dr. Frankestein) che gliela assassinò definitivamente, pregai per il suo ritorno ma lui non tornò più, ma ormai era già leggenda.

Ora che lo vedo, coi capelli un po grigi, sulla panchina dellOlanda, non possono non tornarmi in mente quei pomeriggi passati da ragazzino ad ammirare le sue gesta a 90° minuto. Condotto da Paolo Valenti. Lacrimuccia!

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Come darle torto?

Pensate: Alessandra havoluto essere vicino a Costantino per la sua festa. Che cara ragazza. Mi raccomando tenetemi informato sugli sviluppi.

La cosa più inquietante di questo blog, comunque, è trovareCostantino col culo di fuori subito dopo averne digitato l’indirizzo.

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La dinamica del DISA

Siamo tutti un po DISAdattatiFinalmente riesco a parlarvi un po’ dei DISA.
Il DISA (abbreviazione di DISAdattato) è uno dei soggetti che preferisco: su Internet se ne trovano a bizzeffe, anzi direi che Internet è listituzione dei DISA, il loro luogo principe. I DISA hanno fatto Internet, hanno creato newsgroup, scorrazzano per i blog, insomma tengono in piedi la rete.
Ma spieghiamo più nel dettaglio cosè un DISA.

Il DISA più hardcore è un timidone nerd con problemi di relazione umana, dal quale le fighe stanno lontane quanto le zanzare dal Vape: il prototipo numero uno del DISA è quindi indiscutibilmente il commesso del negozio di fumetti dei Simpsons.
Pensateci,ne conoscete sicuramente almeno uno così.

Ma esistono vari gradi di disadattamento: dai casi umani più disperati, alle personalità borderline come le mie, sempre in bilico tra lessere normale e soffrire di patologie.
Per studiare questo mondo, ho rischiato anche io di cadere nel tunnel: anni fa per esempio mi sono ammalato di cartoni animati, leggevo fumetti giapponesi in giapponese senza capirci unacca, ho anche partecipato, senza capire perché la gente lo fa, a dei lan party in cui gente senza criteri passava decine di ore a fracassarsi a Quake mentre io mi interrogavo sui misteri del mondo e cercavo qualcuno che condividesse il proprio hard disk alla ricerca di porno di bassa lega.
Una vita sul confine.

A livello di indagine sociologica, vorrei capire quanto DISA sono i lettori del Pentolone. Ecco quindi di seguito un pratico test per capire il vostro LIVELLO DISA: segnate un punto per ogni affermazione in cui vi riconoscete. Sommate i punti-DISA accumulati, moltiplicate per 5 e verrà fuori la vostra percentuale DISA. Ditemi poi nei commenti quanto è venuto fuori, vediamo chi vince. Siate sinceri! (io ho fatto 3 -indovinate dove- e quindi sono 15% DISA.)

CALCOLA IL TUO LIVELLO DISA

1. Mi piace Star Trek.
2. Porto i capelli lunghi.
3. Sono leggermente o completamente calvo.
4. Non faccio sport.
5. Mi piacciono i fumetti e i cartoni animati giapponesi.
6. Studio giapponese o cinese.
7. Faccio il sistemista.
8. Non vesto alla moda.
9. Porto spesso il marsupio.
10. Sudo molto.
11. Le ultime scarpe da ginnastica che ho comprato sono delle Reebok dell87.
12. Invece di andare a fighe a gioco a Quake nei Lan Party.
13. Parlo italiano, inglese e Unix. Generalmente mi rivolgo alle persone nuove che conosco parlando Unix.
14. So a memoria delle canzoni in giapponese.
15. Posseggo una polo azzurrina chiara.
16. Adoro il Signore degli Anelli.
17. Gioco a Dungeons & Dragons, magari impersonando un mago cattivissimo tramite il quale mi sfogo delle mie innumerevoli frustrazioni sui miei compagni di gioco. (nota: se giocate a un altro gioco di ruolo segnate il punto lo stesso)
18. Ho passato almeno un sabato sera della mia vita a navigare su Internet.
19. Frequento uno o più newsgroup.
20. Detengo uno o più blog. (un punto per ogni blog)

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Tutti pazzi per il dressage

Uno sport di un certo livelloGrazie alle Olimpiadi, il mio nuovo mitoè il dressage.

Che razza di sport è?! Cè uno vestito da finanziere con 40 gradi allombra, rigidissimo, sudato come una merda, in groppa ad un cavallo gay con le treccine che zompetta qua e là.
Chi vince? Chi si traveste meglio da finanziere?

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Gente che ha capito tutto della vita

Il mio amico sovietico Zagor mi fa notare:

Pensa che tu vai a cercare da D&G..la nuova cintura… o camicetta… per rimediare almeno uno sguardo.. poi arriva questo, si veste da Torakiki e si tromba chi vuole!!!

Guardate il suo sito: è un genioassoluto, sempre circondato da fighe.
Ah, peraltro rimane sempre irrisolto il mitico mistero del perché il gatto Torakiki parlava tedesco.

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Inquietanti interrogativi senza unperché.

Ma esiste qualcuno che li compra?C’è qualcosa, nell’ordine delmondo, che mi sfugge: in particolare, le dispense a fascicoli della Hobby & Work.

Qualcuno mi spiega chi mai potrebbe passare anche soloun secondo della propria vita a collezionare accendini classici?
Qual’è il target di riferimento di questa roba? A chi si rivolge?
Esiste qualcuno che seriamente nella sua vita ha pensato di prendere 30 fascicoli ognuno con un accendino dentro? Od occupare spazio sulle proprie mensole per delle riproduzioni di bandiere?!!
Rimangono inquietanti e minacciosi interrogativi senza un perché.

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Buon compleanno Pentolone!

Tanti augiri felici tanti auguri a teeeeeAmici e amiche! E’ con emozione, e conuna torta nefanda, che vedete qui a fianco, che oggi si festeggia il primo compleanno del Pentolone!

Sono passati esattamente 365 giorni dal primo mitico post,avete letto un sacco di stronzate, recensioni di film, libri, avete visto poche donne nude ma d’altronde non è che posso fare tutto io.

La spegnitrice ufficiale di candelineMi raccomando continuate a seguire ilPentolone numerosi, altrimenti l’anno prossimo per punirvi organizziamo una festa ufficiale presso la Sagra Paesana di Ponton (VR) con musica a tutto volume orchestrata dal guest star DJ Walter Master Merda,al secolo Aaron Boss (è quello che costa meno sul mercato).
A spegnere le candeline chiameremo per l’occasione la tizia che vedete qui a destra.

Ah guardate che oggi scade anche il concorso Pentofestival per il post dell’anno, al momento in testa c’è un clamoroso ex equo, quindivedete di votare entro stanotte che domani c’è la premiazione!

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