G’ho fame! G’ho sèè! Me scappa da pissàr!
AAAAAuuuuutoooogril, autogril, autogriiiiil
Autogril, autogril, autogriiiiil
Autogril, autogril, autogriiiiil
Autogril! Au-to-gril!
(storico coro delle scolaresche veronesi in gita)
Stamattina ero stranamente in anticipo, cosa che non mi succede mai, quindi mi sono fermatoall’Autogrill per essere sicuro di arrivare almeno un po’ in ritardo.
Anni fa gli Autogrill dovevi sceglierteli: sapevi bene che il Melegatti faceva schifo al cazzo, mentre i Motta erano più lussuosi. Da quando ci ha pensato Benetton, gli Autogrill sono assolutamente rassicuranti, come i McDonalds, perché sono tutti uguali.
Il cesso è sempre sottoterra, e c’è sempre la sciura che oltre a prendere lo stipendio ti chiede la mancia; c’è sempre il rumeno che ti sporca il vetro (un giorno mi spiegheranno perché un lavavetri, invece di lavartelo, il vetro te lo sporca, e pretende pure di essere pagato); i panini sono uguali dappertutto.
A proposito di panini. Guardate che quando entrate vi dovete prendere Birra e Camogli, altrimenti non siete nessuno. Non esiste che fate le fighette con la Rustichella o altre cazzate. Birra e Camogli noi. Senza fidanzate troie né mogli, noi. Chiaro?
Ok. Comunque, ho ordinato il mio ottimo menù mattina, quello che con 3,20 euro ti danno cappuccino, brioche, spremuta e un calcio nel culo. Non è poco, per 3,20 euro.
Ma la cosa che ogni volta più trovo strana negli autogrill è il percorso obbligato che ti porta l’uscita. Secondo i geni del marketing che l’hanno inventato, tu passando ti devi comprare qualcosa per forza. Ma qualcuno, a parte chili di Pringles e biscotti, si è mai soffermato a vedere quali sono gli altri generi merceologici in vendita?
Esistono interi, spropositati espositori con dei salami. I prelibatissimi e famosissimi salami degli Autogrill. Ora, chi di voi ha mai comprato un salame in un Autogrill? Ma anche ha solamente valutato l’idea! A che scopo? Perché?
Anche qui, come per le collezioni diaccendini, qual’è il target di riferimento? Uno sfigato che vuole mangiare salame per cena e gli hanno già chiuso tutti i supermercati?
Quale fatturato porterà mai la sconfinata scelta si salami al gruppo Autogrill? Non si capisce.
Ma se ci pensate bene e state attenti, noterete anche che un’enfasi fuori luogo viene data agli espositori di due delle pietanze più tossiche oggi in commercio: il Caldo Caldo e il Freddo Freddo.
Il Caldo Caldo è una specie di cioccolata liquida o caffé che se la schiacci sotto, per qualche spaventosa reazione chimico-batteriologica, si scalda all’istante e assume la temperatura del piombo fuso. Il Freddo Freddo, e qui sappiamo tutti che si basa sulla fissione nucleare, se la premi sotto, si raffredda e diventa una ghiacciaia. Il Rimaneugale Rimaneuguale se lo premi sotto non succede un cazzo: rimane a temperatura ambiente. Infatti non ha fatto granché successo.
Ci si chiede Perché. Chi sono i consumatori di Caldo Caldo, e con che criterio uno in un Autogrill dovrebbe comprarsi un caffé liofilizzato in scatola che si scalda per motivi ignoti quando al banco bar te lo fanno al momento e costa anche meno. Probabilmente per provare l’ebbrezza di una fusione nucleare in miniatura, ma non è un motivo sufficiente.
Se conoscete qualcuno che ha comprato di questi prodotti, o peggio è un consumatore abituale di salami da autogrill, presentatemelo: diventerà un mio mito giovanile.