Archivio di giugno, 2005

I fanalini di coda

Affetto da una strana forma di tecnofobiaAlla luce dei dati diffusi dal ministero dell’Innovazione sull’uso di internet da parte degli italiani (rimaniamo GLI ULTIMI IN EUROPA per gli acquisti via internet, peggio della GRECIA), è arrivato il momento di fare una riflessione.

Va premesso che su Internet ci lavoro quindi sono più avvantaggiato standoci davanti diverse ore al giorno.
Però comunque la sostanza non cambia se confrontiamo le abitudini degli americani (e mie) con quelle degli italiani.

Proprio perché lavoro e non ho tempo da perdere, cerco di usare Internet per qualsiasi cosa che mi faccia evitare lunghe file agli sportelli o perdere un pomeriggio per niente.
Quindi attraverso internet guardo l’estratto conto e faccio bonifici, pago le tasse, le bollette, i bollettini e le multe, mando le raccomandate e i telegrammi, ricarico il telefonino,mando sms e consulto la bolletta del telefono fisso, stipulo e pago l’assicurazione dell’auto, prenoto al ristorante, controllo il meteo, prenoto gli aerei e gli alberghi e mi stampo gli itinerari, compro i biglietti del treno, guardo cosa c’è al cinema e in tv; se abitassi a Milano mi farei anche consegnare la spesa a casa probabilmente.

Morale della favola: non faccio più code. Non sono mai stato ad uno sportello bancario. In posta non ci vado più. In stazione salgo direttamente sul treno, e le agenzie viaggi non le vedo nemmeno col lanternino. L’unica cosa che faccio ancora è andare in comune a rinnovare i documenti e in motorizzazione per la patente ma è questione di tempo tra poco non farò più code nemmeno lì.
Risparmio un sacco di tempo che posso dedicare ad attività più proficue, come fare una passeggiata, leggere un buon libro e andare a fighe.

Perché voi non lo fate, brutti stronzi?
Di cos’è che non vi fidate?
Forse non sapete che tutte queste cose si possono fare comodamente da casa? Oppure siete masochisti oppure anziani e non avete una eva da fare tutto il giorno e vi piace fare le file agli sportelli?
Italiani, mettete giù quel telefonino, prendete i vostri cazzo di nonni che vagano a caso per la città e insegnategli a consultare l’estratto conto online e che la pensione gli può arrivare direttamente lì.
Prima, magari, imparate voi.
Finitela di navigare siti porno e cominciate a usare internet!

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Tom Cruise: perché nessuno lo dice?

Tom tom cosa mi combini?Se eravate rimasti sconvolti con le performance del Tom Cruise invasato che saltava sul divano di Oprah Winfrey, oggi potete fare il bis visionando lo sclero violento in diretta dell’attore intervistato a proposito della setta Scientology.
Il punto è: perché nessuno dice che Tom Cruise presenta evidentemente e in maniera manifesta tutti i caratteri (euforia, rabbia, sbalzi di umore improvvisi) dei cocainomani?

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Lo sapevate?

L’unica funzione utile della pece è venire ricoperta di piume.

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Me piase el vin

Hey! ci si diverte un casino condividendo le proprie passioniOrmai lo sappiamo che l’ultima moda dei blog è

  • mettere tag ovunque (tanto non trovi comunque un cazzo), e
  • inserire le proprie attitudini e abitudini in contenitori che altri poi possono vedere (gliene fregasse qualcosa, poi)

Oggi vi segnalo una supermegafichissima cazzata:

http://totallyaddictive.com

Andate lì, vi registrate (wow, supporta pure Gravatar!) e inserite le cose (serie tv, personaggi, cantanti..?) che più vi gasano, guardate se qualcun altro condivide la stessa passione con voi… e poi non fate nient’altro perché non è possibile fare nient’altro.
Comunque, qualora foste curiosi, queste sono le mie passioni e sono sicuro che qualcuno tra i miei lettori malati di protagonismo seguirà a breve a pubblicizzarlo nel proprio blog :D

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Ah se solo avessi studiato in America

Waaaow!Oooh questo sì che mi piace: sesso droga rock’n'roll e nichilismo gratuito.
Le regole dell’attrazione di Ellis è il libro dell’autore “maledetto” dal quale è stato tratto l’omonimo film, passato in sordina su Sky ultimamente, che consiglio a tutti di vedere.

Chi non riuscisse a trovarlo in videoteca, si legga il libro: i ragazzi del campus di Camden vivono le loro esistenze sregolate tra feste, alcool, aborti, sesso occasionale ma soprattutto senza amore, anche se qualcuno lo cerca disperatamente.
Stiloso. Fico. Cool. Struggente? Ma anche divertente.
E noi qua a studiare economia aziendale? Ma per favore! Voi che ancora potete fatevi un Erasmus e pregate di finire in un posto così :D

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D.C.

il dinosaurooo non devi farlo alzareeee

Per un’ ITALIA orientata sempre più verso il futuro è stato ricostituito il partito della DEMOCRAZIA CRISTIANA.

Serve aggiungere altro?

NO 

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C’e’ qualcosa di perverso

Mah, non so, magari si apre lo stessoSecondo me alla gente che non ha il Telepass piace infilarsi nella corsia del Telepass e poi casomai tornare indietro in retromarcia. Così, per vedere cosa succede.

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Torna GOLDRAKE!?

Questa poi!!
C’è un gruppo di scriteriati ai margini della società che ha deciso di rovinarsi per un nobilissimo scopo: realizzare una puntata di un telefilm su Goldrake.
Avete capito bene: un telefilm con il robottone in computer grafica e attori in carne ed ossa.
Il tutto senza scopo di lucro (!!!)
Sulle prime mi veniva da ridere, ma da quel poco che si vede nel trailer il tutto avrà una qualità impressionante…

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L’uomo giusto al momento giusto

Pare, sembra, si dice che noi metrosexual stiamo iniziando ad essere di moda.
La dolce J che mi conosce bene mi dedica questo pezzo di Paola Moscardino. Colleghi anti-macho gioite, almeno finché non tornerà in auge l’uomo “tutto d’un pezzo” che rutta scoreggia e tratta le donne come pezze da piedi.

L’uomo ideale è gay. Scusate la rivelazione così brutale, fatta senza preavviso, ma certe notizie non possono essere mediate, vanno date di colpo; anche perché la fase preparatoria in certi casi non serve. La massima aspirazione delle donne contemporanee, dunque, è un trovare un compagno di vita gay. Ma non gay come saremmo portati a pensare, nel significato
stretto del termine, quanto nella versione riveduta e corretta, quella del “gay enough”, cioè del gay quanto basta, o gay quel che serve è lo stesso. Il “gay enough” è un ibrido strano (e soprattutto difficile da trovare): fisicamente e sessualmente macho, ma femminile nell’animo. E’ l’uomo che, per una specie di invidia freudiana al contrario, emula stati d’animo, comportamenti e gentilezze femminili, che però non intaccano minimamente la sua virilità.
L’espressione è stata coniata tempo fa da Tina Brown, potente direttora del New Yorker prima e di Talk poi, e riferita a un caso specifico; oggi il “gay enough” lo si potrebbe estendere fino a farlo diventare una categoria sociologica; anzi, la figura chiave dell’immaginario sessual-cultural-globale femminile: il gay quanto basta è l’uomo che tutte le donne vorrebbero al loro fianco, ed è l’uomo a cui tutti gli uomini è auspicabile somigliassero. Intanto, è una categoria che non provoca resistenze omofobiche né clericali; il gay quanto basta piace a tutti, alle donne soprattutto, in quanto promotore di un equilibrato e soddisfacente modello di vita a due. Per dire: il gay q.b. non solo suggerisce cosa preparare per cena, ma viene a fare la spesa, si mette in cosa al bancone del salumaio al tuo posto, spinge il carrello, porta le buste. In famiglia il breadwinner, il procacciatore di pane, è sempre lui, ma il gay q.b. è anche mediamente casalinghizzato; nulla di strano a trovarlo in casa mentre cuoce un sugo o si cuce i bottoni. Il gay q.b., a differenza degli altri uomini, è portato per la discussione sentimentale; non rimane catatonico sul divano mentre lei dice “dobbiamo parlare di noi”, ma interagisce, piange anche lui se necessario, dunque svolge ruolo attivo, ed è felice di svolgerlo. Il gay q.b. ti chiede in sposa motu proprio, e non perché tu hai minacciato di lasciarlo dopo che lui non si decideva a farlo. Il gay q.b. non è interessato al tuo guardaroba, ma lietamente si offre di farti da accompagnatore per una sessione di shopping. Il gay q.b. è in grado di giocare molti ruoli – privilegio che spetta solo alle donne – per cui dopo aver fatto il breadwinner e caricato la lavastoviglie, è possibile che si spupazzi il bambino. Il gay q.b. è affettuoso e prodigo di pensieri gentili, ma spesso ha mal di testa anche lui, così ti solleva dagli obblighi copulatori. Che dire. Gay q.b. si nasce o si diventa? C’è una scuola di addestramento? A fine corso danno la patente? E quando conosciamo un uomo, possiamo chiedergli di esibirla?

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Il mistero del cane Ettore

Ancora una volta: mahL’amico Paoletto grande fan del Pentolone mi fa notare una cosa terribile: Ma che fine ha fatto il cane napoletano della TIM? Quel bavoso essere, simpatico come una visita della Finanza, non compare più sui nostri teleschermi ormai da tempo. Alcune possibili soluzioni dell’enigma:

  • E’ stato abbandonato sul ciglio dell’autostrada tra guaiti di dolore (in napoletano)
  • E’ scappato coi soldi in brasile insieme ad un fox terrier molto figa
  • E’ stato preso da un ristorante cinese e spacciato per maiale in agrodolce (yum, buono!)

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