Ore 22 (VENTIDUE):
- l’unico kebabbaro della città ha appena finito tutto il kebab (!)
- da Mc Donalds non mi danno più da mangiare perché la cucina sta chiudendo (!!)
Ma stiamo SCHERZANDO?
Ore 22 (VENTIDUE):
Ma stiamo SCHERZANDO?
E’ questo il titolo dell’ultimo libro di Daniele Luttazzi, che come di consueto raccoglie il monologo presentato a teatro qualche mese prima della sua uscita.
Che io sia un fan sfegatato di Daniele l’avrete notato anche dal mio umorismo che spesso a lui si ispira; tuttavia, scrivo questa recensione con in testa il cappello dell’obbiettività. (variante del “cappello del pensatore” di Archimede Pitagorico)
Tipicamente, i libri di Luttazzi sono divisi in 3 parti:
- Il testo del monologo
- Un racconto breve e surreale
- Una pièce teatrale
di cui il racconto breve e la pièce teatrale sono solitamente noiosissimi: l’unica cosa che si salva è solitamente lo spettacolo che lui porta in teatro.
Anche “Bollito misto con mostarda” non fa eccezione a questa regola, anche se mette gli ingredienti in ordine inverso.
Parte col racconto surreale, tutto incentrato sulla guerra in Iraq, che strappa qualche risata ma risulta noioso e fiacco. Prosegue con lo spettacolo vero e proprio, molto bello come tutti gli altri ma forse qualche gradino sotto.. se fino a qualche anno fa Luttazzi faceva satira politica, ora fa politica a tutti gli effetti, condita ogni tanto con un po’ di satira: okay incentrare tutto o quasi tutto su Berlusconi (d’altronde, gli facilita il lavoro
) ma come risultato, siamo molto lontani da “Benvenuti in italia” o “Sesso con Luttazzi”: Daniele si prende a volte molto sul serio, e si ride meno che negli altri suoi libri. Effetto Michael Moore?
Conclude il tutto un dialogo tra vip al matrimonio di Madonna, personalmente l’ho trovato così insulso che non ho nemmeno terminato la lettura.
Voto 5 quindi all’ultima fatica del nostro eroe, al quale va comunque come sempre tutta la mia stima e ammirazione per quanto mi ha fatto ridere dai suoi esordi ad oggi.
Per avere qualche anticipazione gratis, date un occhio al suo sito.
Mentre l’Italia (politica) sembra essere indecisa se aprire o meno un dialogo con l’Islam moderato, il Pentolone rilancia e chiede che sia chiuso quello con i Cristiani iperconservatori! Di certo il nostro stato ne guadagnerebbe parecchio sotto ogni punto di vista.
Qualcuno sa dirmi perché le copertine degli album del sassofonista Fausto Papetti raffiguravano sempre donne con le tette di fuori?
Stanco di guardare su E! Entertainment programmi interessantissimi come “Le 10 scoregge più puzzolenti di Hollywood”, ieri sera faccio un po’ di zapping sul mio fido Sky e su Raisat Cinema World (pensa un po’: esiste anche questo canale) mi imbatto casualmente in uno dei film che avrei voluto vedere quando è uscito al cinema ma che mi sono perso perché come tutti i film italiani sarà stato in programmazione per sì o no quattro giorni (feriali) consecutivi.
Si tratta di Ora o mai più, con Violante Placido (che fa la zoccola anche qui, si dev’essere appassionata al ruolo).
Narra di David, studente alla Normale di Pisa, i cui genitori si fanno un culo quadro per provare a costruirgli un futuro mantenendolo all’università, e lui per ringraziarli diventa uno squotter comunista senza futuro ma con alti ideali: infatti visto che decide di essere un fallito senza speranza, almeno concentra i propri sforzi sui problemi del mondo.
Così David si innamora della Placido, una ragazza un po’ frou frou che lo porta a vivere in un collettivo studentesco, una specie di comune (non inteso come ‘uffici del comune’) con altri barboni: concetto interessante e vincente, se fossimo nel 1970.
Invece siamo nel 2001 in pieno G8, e i nostri amici pacifisti (?) fanno di tutto per andare a farsi pestare dalla Polizia: studiano come entrare nella zona proibita, si allenano a fronteggiare cariche dei cellerini, preparano scudi e munizioni per poi poter dire ‘cazzo che sfiga ci han pestato’: non so voi, io ho un altro concetto della pace, avete presente i fiori, gli striscioni, manifestare dove ti è consentito, il dialogo, i principi di democrazia, etc.
Da par suo, il nostro David fa di tutto per saltare un esame importante (dai David dillo che non avevi studiato una cippa e quello del G8 era solo un pretesto per fare berna/sega!) ed essere presente a Genova nel fulcro della battaglia.
Come si arriva a Genova da Pisa? Ma con la macchina cazzo, prendi la tua autostrada, fai la tua coda al casello se non hai il telepass, arrivi comodo, parcheggi e poi alla peggio prendi un autobus.
Se vuoi seguire il corteo per più giorni magari prendi che so, una stanza in un albergo 2 stelle, non è che c’è bisogno del grand Hotel, magari hai l’accortezza di prenotare prima dato che ci sarà strapieno.
Ma perché organizzarsi quando puoi comodamente dormire per terra in mezzo alla merda?
E quindi David tenendo fede ai suoi ideali parte all’ultimo momento, usa tutti i mezzi possibili cercando di non spendere soldi: con uno zaino in spalla va prima in treno, ovviamente sbaglia treno perché è stupido, poi va a piedi, indi autostop con degli sconosciuti. (ah ma questa è la vera Libertà)(che culo!)
Non riesce a trovare i suoi amici (ma, tipo usare il telefonino? O è troppo borghese? E allora perché nella sua ordinata cameretta del dormitorio pagata dal papi David tiene un bel portatile Apple?)
Insomma tutti a Genova e tutti un po’ alla cazzo.
Qui accade la cosa orribile, ovvero David e i tipi che gli stan dando un passaggio in macchina vengono bloccati, perquisiti e portati senza una ragione a Bolzaneto e tutti sappiamo come è andata: è stata una pagina vergognosa della nostra storia, la polizia (BRAVI anche loro :/) ha veramente fatto delle violenze indicibili – e nel film si vedono per bene – anche a gente che non c’entrava assolutamente niente: il protagonista sarà anche unto e puzzolente ma non era un buon motivo per trattarlo come un prigioniero di Guantanamo.
Se vedete il film pensateci, la prossima volta prima di dire che le forze dell’ordine han fatto un ottimo lavoro.
Comunque, risultato di tutto sto casino: niente.
I grandi della terra se ne son sbattuti altamente e in compenso abbiamo un sacco di gente che è finita in ospedale senza motivo.
Uscito dalla prigione e passato il g8, David e i suoi amici trovano la propria sede distrutta e piena di scritte fasciste (altri furboni, ma anche voi niente di meglio da fare eh?), quindi di tutta risposta SAGGIAMENTE rispondono all’aggressione con un’imboscata in un ristorante e accoltellano il compagno di studi di David, l’unico che non c’entrava una eva. Bravi tutti!
Quindi il gruppetto si sfalda, David e la zoccola della Placido decidono di concludere la loro esperienza insieme prima di separarsi insieme: come?
Entrando in una villa con piscina (violazione di domicilio, BRAVI ancora), facendovi il bagno e poi scopandoci pure nel prato, e la morale è “Non puoi dire che sei stato veramente giovane se non hai rischiato di morire almeno una volta”.
Personalmente, il protagonista del film è quanto di più omologato e conformista esista: sembra aver studiato sul manuale del piccolo alternativo, il classico ‘finto povero’ che fa il rivoluzionario coi soldi del papà. Okay è la sostanza che conta, ma a questo punto si potrebbe mica combattere per i propri ideali vestendosi un po’ meno di merda?
Cosa sono quelle SCIARPE che portate tutti, santo cielo siamo a Luglio! Farsi la barba ogni tanto? Abbinare DUE dico DUE colori che stiano bene insieme?
Niente, ricadiamo nei luoghi comuni: David in chiusura, invece di interrogarsi su cosa di concreto si può fare per migliorare il mondo (beneficienza, obiezione civile, manifestazioni pacifiche, Amnesty International, Medici senza frontiere, entrare in politica) dice fiero “oh adesso mi faccio un BEL giro dell’europa con un BELLO zaino in spalla dormendo dove capita che mi raccomando devo puzzare abbastanza per dimostrare che ho rinnegato mio padre e la vita borghese”. Amen.
Sono l’unico scemo che apprezza la (relativamente) nuova sigla di Lamù?
Quella che fa “Tu mi hai rapito il cuoooreeee Lamù / Sei come un fuoco e bruci dentro me / Non sarà un anello al dito una catena con te / ooooh noooo…”
Dai raga guardate che è geniale, il manga che incontra le boy band!! Secondo me quel disco spacca!
Fa scalpore in america il caso di Debra Lafave, l’insegnante 24enne di Tampa accusata di avere fatto sesso (e del gran sesso) con un suo studente quattordicenne. Piccolo particolare: è una figa totale.
Sembra che il cugino del 14enne, un ritardato frustrato probabilmente perché non la dava anche a lui, l’abbia denunciata.
Denunciata! Una benefattrice dell’umanità denunciata! io a 14 anni la cosa più eccitante che facevo era andare in sala giochi a spararmi gran partite di Mexico ’86.
Così, invece di farle un monumento, i procuratori distrettuali si sono incazzati duri: ora la simpatica puttanazza rischia 30 anni di carcere, perché non si chiama Michael Jackson.
E soprattutto non ha gli avvocati di Michael Jackson: quel genio del suo difensore, tale John Fitzgibbons, tiene come principale (e sembra unica) linea di difesa “è troppo bella per finire in carcere” (!)
A Debra La Fava consiglio di emigrare in un Paese più equilibrato, tipo il nostro: potremmo proporre al governo di fare una legge salva-Debra sperando che Ciampi poi non si impunti anche su quella.
Intanto, in attesa di conoscere gli esiti della storia, non potevo non iscrivermi all’immancabile sito dei fan sul quale scopro che tra i commenti ci sono quasi solo italiani (e che vi devo dire, siamo brava gente). Comunque il miglior commento IN ASSOLUTO sulla vicenda è questo:
http://nonlofacciomicadilavoro.splinder.com
Giallazzi Fabio
Mi segnala P2:
48 anni di scatolette chiuse?? Povera Ezra Warner… cos’ha trovato dentro???
- “Quel mostro è veramente invincibile. Se anche Goldrake si sta cagando sotto, cosa dovremmo fare noi qua alla base? Uno non può nemmeno iniziare una partita a Forza 4 che arriva un mostro e attacca. Ma tutti sul giappone devono arrivare? Non possono attaccare, che so, la Svezia?”
- “Non si preoccupi professor Kabuto, e torni pure a infilarsi le banane radioattive nel culo. Abbiamo la soluzione ideale: ora schiaccieremo il pulsante magico, e lui diventerà un ipergalattico.”
- “Cos’è un ipergalattico?
- “Cazzo ne so, non l’abbiamo mai premuto quel pulsante”
In segno di protesta contro quelle che pensano che io aspiri sul serio a diventare un Superguz, oggi faccio come le donne nei blog: parlo di cose personali che non interessano a nessuno.
Ecco alla vostra destra il mio stato d’animo di stamattina.
Ah, e ieri mi sono comprato un paio di scarpe! Cavoli che belle che sono!
Un grazie a Verovero per la gif