Ma parliamo oggi di uno dei pezzi pop più gettonati del momento, ovvero SOUVENIR di PIER CORTESE, pezzo programmato ogni trenta secondi su tutte le tv musicali via etere e via satellite, oltre che per radio.
Agli immancabili appartenenti del partito del “Io vengo dall’Afghanistan, sono comunista, mi cibo di rifiuti e non ho mai acceso la televisione negli ultimi due anni” suggerisco di aggiornarsi girando su MTV non dico sempre, ma almeno ogni tanto così
- vi rendete conto di cosa succede attorno a voi
- avrete argomenti di conversazione da usare con gli amici che non siano l’ultimo fumetto di Leiji Matsumoto
- capite l’umorismo di questo sito o quantomeno di cosa stiamo parlando
- vi allontanate un po’ dalla condizione di borderline in cui vi siete cacciati.
Detto questo veniamo al mitico Pier Cortese e alla sua pietra miliare della discografia moderna.
Iniziamo dall’estrema originalità del titolo, infatti nessuno c’aveva pensato prima all’idea di souvenir di una storia finita male, tranne Ligabue ovviamente, (“essarà un bèlsu veenìr, una fotografia una canzone tra i dentiviiii”).
Passato questo primo ilare momento, se analizziamo il nome dell’autore, il titolo della canzone, e pure il video comprendiamo inequivocabilmente i tre concetti fondamentali e profondissimi su cui Cortese si basa:
- Oh, sono stato in Francia e la morosa m’ha mollato
- Vacca can ero veramente in Francia e mia morosa mi ha schiantato
- Se non ci credevate vi do delle prove concrete che ero in Francia e sono stato mollato da una
Il problema è che più che Parigi, sembra che Cortese ci stia dando prove di una guida turistica di Parigi, il paradiso dello stereotipo, la fiera nazionale della banalità da italiano medio in trasferta.
Ecco i lievi e accennati indizi che l’autore ci dà per farci capire con insistenza che è stato a Parigi:
- nel video della canzone è vestito chiaramente in stile bohemienne con un basco che un parigino vero non userebbe più da almeno 70 anni
- i souvenir del titolo compaiono uno dopo l’altro nel video ruotando su un piedistallo, e raffigurano nell’ordine: Obelix, la torre Eiffel, il Louvre, il pene di Pierre Woodman (noto regista porno francese, ex Private, che ora lavora per Hustler)
- il testo: “all’alba in quella vineria” (!) “coi musicanti” (!!) (i MUSICANTI?)
- Ogni tanto la tipa del testo della canzone (che, ricordiamolo, l’ha mollato) compare nel video, e sul braccio ha una bandierina coi colori della Francia (BASTAAA!)
- La suddetta tipa (che l’ha sempre mollato) compare anche in una strofa della canzone stessa e parla come Amanda Lear.
Pier, basta rimarcarlo, anche il mio gatto lo capirebbe dopo due secondi!
Ah a proposito della tipa.
Se avete (come sono sicuro che avete fatto) ascoltato con attenzione il testo della canzone, quando lei parla (con l’accento di Amanda Lear) gli dice: “Pier, il vero motivo per cui ti lascio è che àmo una dòna”
E lui: “Credo che ripartirò”. CREDI CHE RIPARTIRAI?
Ma scusa.
Sta troia ti ha appena cornificato con una sua amica zoffa, ha anche la faccia tosta di venirtelo a dire e tu le regali un souvenir e dici “credo che ripartirò”??! No beh se vuoi restare lì a fartela mettere nel culo per un altro po’ fai pure!
Adesso ditemi se questo non è uno sfigato di un certo livello!!!