Giornata amara ieri per la vicenda del salvataggio Alitalia.
Ma siccome è difficile spiegare certe giornate amare (lascia stare), al momento mi sto interrogando sul perché ultimamente di mattina mi sveglio con in testa Disco Samba, e in particolare il pezzo in cui il coro fa “oooooo, ariaaaaaaaaaaaeeeeò, oà, oà, oà”.
Nella giornata di ieri i sindacati, compatti, con grande senso di responsabilità hanno presentato al tavolo delle trattative la propria proposta di piano industriale per il rilancio della compagnia di bandiera, che consta di:
- 5000 nuove assunzioni
- 100 nuovi aerei, possibilmente con interni in radica
- apertura della fondamentale rotta Catanzaro-Forlì
- pompini gratis per tutti.
Il commissario straordinario Fantozzi, magistralmente interpretato da Paolo Villaggio, ha accolto la delegazione completamente ubriaco, in braghe di tela strappate e con un cappello per l’elemosina, lasciando intendere che le cose non starebbero proprio andando per il meglio.
L’apice della tensione durante l’incontro si è toccato quando il rappresentante dell’Unione Smarritori di Valigie si è impuntato, pretendendo con veemenza l’aumento del 15% dello stipendio di tutti i dipendenti che si chiamano Ernesto.
A riequilibrare la situazione ci ha pensato il vice commissario straordinario, il ragionier Filini (magistralmente interpretato da Gigi Reder), che con abili doti diplomatiche è riuscito a far slittare di un altro giorno la decisione di mandare tutto a puttane.
Palazzo Chigi segue la situazione con apprensione. I suoi collaboratori si stanno scervellando su come evitare il fallimento di Alitalia e quindi la colossale figura di merda per il governo.
Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi fuori e dentro il parlamento, per sbarazzarsi degli esuberi suggerisce al premier di tirarli sotto tutti con la macchina, forte dell’immunità acquisita democraticamente. Ma il piano si rivela ben presto irrealizzabile: i dipendenti da “trattare” abitano tutti in posti diversi, ci vorrebbe troppo tempo e alcuni di essi sono veloci, quindi sfuggirebbero in qualche vicolo.
Prende quota così l’ipotesi suggerita dal Ministro dei Disastri Nucleari Scajola, che prevede lo smaltimento degli esuberi in qualche parco nazionale protetto (“ma mi raccomando”, ha aggiunto, “non diciamolo a nessuno”), ma anch’esso si rivela una chimera allorché qualcuno ricorda che molti di essi sono già pieni di scorie tossiche napoletane.
Brunetta, invece, non ha detto ancora nulla, ma c’è chi l’ha visto aggirarsi tra i corridoi parlando da solo e bestemmiando molto forte.