Uno si distrae un attimo e accadono un sacco di cose. Ricapitoliamole:
- Eluana è morta, e anch’io non mi sento molto bene.
La vicenda ha dato il la alla velocizzazione dell’iter legislativo sul testamento biologico. La proposta del governo prevede che l’individuo possa finalmente avere un testamento biologico: per facilitare le cose, i testamento biologico sarà un modulo prestampato in cui il cittadino deve soltanto apporre una firma. Il modulo potrà essere ritirato in qualsiasi ufficio del Vaticano. - Veltroni si è dimesso. Ehi, dai, non stava andando proprio malissimo!
Uomo molto colto, onesto, preparato, dai modi gentili e dall’oratoria raffinata: gli italiani non si sono riconosciuti in lui (strano).
Unico suo difetto, benché macroscopico, l’incapacità di prendere a randellate quei rompicoglioni del suo partito che sui giornali lo sputtanavano un giorno sì e l’altro anche.
Al suo posto Franceschini, un ex dc: comunque vada, sarà divertentissimo mettere negli annali una legislatura che ha visto in parlamento una maggioranza di destra e un’opposizione di centro. - In vista delle prossime primarie del PD, l’entourage dell’innovativo Adinolfi (trombato brutalmente l’altra volta) ha un’idea scoppiettante: nei gazebo canterà Gazebo. “Used to say, I like chopin..”
- Appena eletto, Cappellacci volta le spalle al governo e dichiara che per mettere una centrale nucleare in Sardegna dovranno passare sul suo cadavere. Per fortuna di Scajola c’è Galan che non vede l’ora di averne una nel proprio giardino.
La mia opinione sul nucleare la conoscete: fino ad oggi la possibilità di una leucemia non era nei miei programmi futuri, ma a pensarci bene correre il rischio dà anche quel brivido in più nel tran tran quotidiano. E poi risparmiando ben 7 euro in bolletta potrò comprarmi un gatto. - Sanremo adotta il televoto come sistema unico di determinazione del vincitore, ma agli organizzatori sfugge un particolare: il televoto viene usato solo da bambine urlanti. Vince quindi con percentuali bulgare Marco Carta, con una canzone che ricorda il peggior repertorio di Gigi D’Alessio. Vocalmente mediocre, il giovane è però di bell’aspetto, anche se inspiegabilmente quando sorride mi ricorda i Gremlin.
Con ineffabile tempismo, mentre Sean Penn vince l’oscar proclamando la difesa dei diritti dei gay, qui da noi Povia arriva secondo insultandoli.
Intanto nelle radio italiane impazza la sveglissima Arisa, con il suo pezzo Sincerità, una filastrocca composta da due note (Ayase).




