Archivio di febbraio, 2010

Ce cacciano

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So che la cosa non vi toccherà molto perché sarete sicuramente intenti anche voi a far l’amore in tutti i laghi, ma è con costernazione che vi annuncio che nei prossimi giorni probabilmente ci saranno lavori in corso per trasloco del sito su un altro hosting.

Infatti sembra che siate in troppi e quindi dovremo spostare armi e bagagli da qualche altra parte!

(la versione ufficiale è che il blog è programmato da culo e quindi usa troppa CPU del server, ma era più bello dirla così :) )

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Tuffo nell’anzianitudine: Sanremo

image Alcuni spunti sull’ultima edizione del Festival, di cui ho visto alcuni spezzoni con estrema attenzione mentre mi facevo il solito pediluvio con l’Amaro Montenegro:

  • Pupo + Savoia + il tenore hanno fatto accapponare la pelle anche al mio gatto, ma il trash espresso dalla loro canzone raggiunge vette che difficilmente vedremo nei prossimi anni: io sono per la riabilitazione (della canzone, non della monarchia)
  • Cassano che risulta quasi simpatico. Ah ah le matte risate! Spero che decada l’idea della Lega dell’esame di italiano per gli extracomunitari: sicuramente lui non lo passerebbe
  • La povera Clerici rischia di ammazzarsi ogni volta che fa le scale: gli autori le vogliono davvero male? La conferma ce l’abbiamo quando la costringono anche a entrare con i tacchi in una lampada abbronzante mentre un suo video totalmente fuori sincrono fa domande banalissime a una Rodriguez basita che non capisce bene in che razza di delirio si sta infilando
  • La posizione ufficiale della Rai in merito è “Non è obesa, è il vostro televisore che è a sedici noni”
  • Dite quello che volete ma lo sguaiato pezzo di Arisa mi mette allegria! Il trio trans è spettacolare, peccato che le loro voci non si sentano per nulla
  • Cristicchi furbissimo col suo nuovo tormentone, le radio lo programmeranno di brutto, MA: qualcuno s’è accorto che il ritornello è quasi identico a Acqua e Sapone degli Stadio? (a proposito un minuto di silenzio per Acqua e Sapone secondo me uno dei pezzi italiani più belli degli anni 80 :) )
  • Marco Mengoni senza Morgan che gli prepara i pezzi sta imboccando un vicolo cieco che lo porterà a essere uguale a tutti gli altri “prodotti da talent” usciti finora: sembra la caricatura di quello che faceva a X-Factor. Dai gorgheggi e falsetti nella meravigliosa Psychokiller (ode ai Talking Heads) ai gorgheggi e falsetti e basta. Aridatece Morgan !!! Comunque tranqui che vince, peccato non aver scommesso alla SNAI
  • Valerio Scanu a casa!!! Gioisco e esulto per pura, immotivata, istantanea antipatia (devo fare un giro alla SNAI e scommettere anche sul fatto che lo ripescheranno)
  • Non ho sentito le altre canzoni in gara ma direi che mi è bastato

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LA PLAY è SEMPRE LA PLAY

In occasione del gioco Dante’s inferno, quelli della Sony, sono riusciti a recuperare un manoscritto di Dante Alighieri nel quale il sommo poeta prevedeva la possibilità di aggiungere all’inferno della Divina Commedia un ulteriore cerchio!!!!

In questo cerchio, che oggi potete trovare nel gioco, Dante insieme all’amico Virgilio (primo Tom-Tom della storia- battuta di Fiorello) incontrava Ilona Staller che si trovava nel cerchio delle Patate anni 70.

Il supplizio per le sventurate era essere depilate in tutto il corpo da estetisti vecchi e ciechi!!!!

Nel gioco, la play vi dota di rasoio e della Forza Jedi per tagliare anche senza vedere!!!!!

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DONNA vs CANE, altra vittoria easy per il cane

Al Grande Ftatello, ove ce ne fosse stato bisogno, nell’appassionante sfida Donna vs Cane, il cane (seppur senza presenziare) ha ottenuto un altro grande successo!!!!

Nella casa c’ è sta Carmela, morbida e caruccia concorrente che sembrerebbe anche abbasanza intelligente e lei per chi perde la testa????

Per George uno che è talmente tonto (così evitiamo querele) che anche se è il più grande tonto del mondo, ai compionato mondiale dei tonti arriverebbe secondo (chi non l’ha capita è amico di George).

Un cane non starebbe mai con George, al max gli darebbe un’annusata….

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Fare il liceo

image Salgono le polemiche sulla nuova riforma della scuola del ministro Gelmini.
Una delle argomentazioni contro di essa è che gli istituti tecnici verrebbero declassati a scuole “di serie B”.

Chi di voi ha fatto il liceo? Su le mani! Dai diciamoci la verità, mi spiace per gli amici carpentieri ma è evidente che noi liceali ci siamo sempre sentiti di serie A, la puzzetta sotto il naso ce l’abbiamo sempre un po’ avuta, e forse inconsciamente ce ne siamo sempre in fondo un po’ vantati!

Per esempio c’è mio cugino che oggi fa l’elettricista e guadagna quattro volte quello che guadagno io da dipendente (inoltre non paga le tasse, ma mi dice che in Italia si usa così e io mi fido), ma intanto finché eravamo giovani per anni ho fatto il grosso citando Platone e ho alimentato i suoi complessi di inferiorità perché non riusciva a capire.

D’altronde, fare il liceo porta alcuni innegabili privilegi a chi ha il culo di poterlo fare, e magari la lungimiranza di non farsi segare il primo anno finendo

a) a fare il cameriere (se il papà non ha soldi) o

b) in qualche bella scuola privata (se il papà ha i soldi) a fare quattro anni in uno in cui stranamente si comincia ad prendere 8 in tutte le materie dove alla scuola pubblica si aveva 3, ma si sa, è perché “là i professori non mi capivano” (“Certo.”)

Dicevamo dei privilegi di noi (ex) liceali. La facilità di accesso alla maggior parte delle università è una nostra prerogativa, e su questo gli istituti tecnici possono tutto sommato solo succhiarcelo (se mi concedete questa finezza), un po’ per luogo comune, un po’ perché come diceva sempre la preside:

Il liceo prepara all’università perché ti apre la mente.

O meglio, nella maggior parte dei casi te la riempie di nozioni di cui all’università te ne farai poco o nulla se non altro perché te le sei già dimenticate.
Ma il problema non è questo, è che alcune rimangono!
E non se ne vanno neanche se fai il voodoo!

Ci sono cose che nei secoli strati e strati insegnanti vecchi bavosi hanno inculcato nelle menti di noi liceali, e noi abbiamo fatto di tutto per dimenticarle, ma niente, ritornano: inconsapevolmente nelle conversazioni che facciamo, quando leggiamo sul giornale qualcosa che ci ha a che fare, quando vogliamo conquistare una tipa sembrando colti, sul lavoro.

Non ce ne libereremo mai, come se i nostri neuroni fossero marchiati a fuoco, rassegnati a portare nel cervello questo pesantissimo fardello di saccenza, pronti a sbatterlo in faccia al primo che passa.

Io ad esempio ho fatto molta fatica a prendere la patente perché avevo già la memoria piena e andavo in errore!
A questo punto non mi resta che fare outing. Deframmentare la mia matassa grigia, vomitare su queste pagine l’angoscia che mi attanaglia, affinché ne siate testimoni:

  • Gallia est divisa in partes tres.
  • Spero, promitto e iuro vogliono l’infinito futuro.
  • Rette parallele tagliate da una trasversale formano angoli alterni interni uguali.
  • Fidia riconduce l’arte al filone storico.
    (qualunque cosa ciò possa significare)
  • Secondo Talete (noi taliamo, voi talete) il principio di tutto era l’acqua.
    (Mentre secondo l’immaginario porno il principio di tutto è sempre un pompino; la fine innegabilmente un cumshot)
  • Su qui quo qua l’accento non ci va.
    (e nemmeno su Paperoga)
  • Tu quoque, brute fili mi.
    (“Tu fai il cuoco, brutto figlio mio”)
  • Kant scrisse la “Critica della ragion pura” e la “Critica della ragion pratica”.
    (ecco, vedete, NON HO IDEA di cosa dicesse il pensiero di Kant, neanche vagamente, non credo di averla mai avuta peraltro, però so questa cosa, e la saprò per sempre, E QUINDI?)

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