E’ questo il titolo dell’ultimo libro di Daniele Luttazzi, che come di consueto raccoglie il monologo presentato a teatro qualche mese prima della sua uscita.
Che io sia un fan sfegatato di Daniele l’avrete notato anche dal mio umorismo che spesso a lui si ispira; tuttavia, scrivo questa recensione con in testa il cappello dell’obbiettività. (variante del “cappello del pensatore” di Archimede Pitagorico)
Tipicamente, i libri di Luttazzi sono divisi in 3 parti:
- Il testo del monologo
- Un racconto breve e surreale
- Una pièce teatrale
di cui il racconto breve e la pièce teatrale sono solitamente noiosissimi: l’unica cosa che si salva è solitamente lo spettacolo che lui porta in teatro.
Anche “Bollito misto con mostarda” non fa eccezione a questa regola, anche se mette gli ingredienti in ordine inverso.
Parte col racconto surreale, tutto incentrato sulla guerra in Iraq, che strappa qualche risata ma risulta noioso e fiacco. Prosegue con lo spettacolo vero e proprio, molto bello come tutti gli altri ma forse qualche gradino sotto.. se fino a qualche anno fa Luttazzi faceva satira politica, ora fa politica a tutti gli effetti, condita ogni tanto con un po’ di satira: okay incentrare tutto o quasi tutto su Berlusconi (d’altronde, gli facilita il lavoro ;)) ma come risultato, siamo molto lontani da “Benvenuti in italia” o “Sesso con Luttazzi”: Daniele si prende a volte molto sul serio, e si ride meno che negli altri suoi libri. Effetto Michael Moore?
Conclude il tutto un dialogo tra vip al matrimonio di Madonna, personalmente l’ho trovato così insulso che non ho nemmeno terminato la lettura.
Voto 5 quindi all’ultima fatica del nostro eroe, al quale va comunque come sempre tutta la mia stima e ammirazione per quanto mi ha fatto ridere dai suoi esordi ad oggi.
Per avere qualche anticipazione gratis, date un occhio al suo sito.



Grande Panfilo.
Teo:
x lenders
Non ho ancora capito una cosa…ma tu sei di treviso?
cmq sappi che sei il mio eroe nei momenti di tristezza di fronte al monitor dopo ore di php.
teo
Ciao Teo, sì vivo a Treviso da 5 anni ormai ma dentro il mio cuore (e sul certificato di residenza) battono i colori gialloblù di Verona. Hellaaaaaaaaas hellaaaaaaaaaas