Il Grande Fratello splatter!

Botte da orbi etanto sangue!E strano ma nel Pentolone non ho mai parlato di fumetti!
Molto bene, ovvio subito. Egià da qualche mese che da Play Press esce un manga veramente cool, si tratta di Battle Royale, trasposizione su carta dellomonimo film di TakeshiKitano.

Di cosa parla? In un Giappone dove regna un governo di ultradestra ogni anno viene estratta una scolaresca ‘fortunata’ che ha il culo di partecipare al ‘Programma’. Detto Programma consiste nel venire rinchiusisu di unisola deserta con un solo scopo: ammazzarsi a vicenda! Chi rimane per ultimo vince.

Mica male eh? Ok ok, è lennesimo spunto da Dieci Piccoli Indiani, ma aggiungo che è disegnato molto bene, che i caratteri dei personaggi sono molto ben definiti, che le sequenze di combattimenti sono veramente dense di ultraviolenza!

Provatelo e non ve ne pentirete: lo trovate nelle fumetterie specializzate.

9 Commenti »

  1. aabo:

    31 Marzo 2004 @ 20:30

    si trova anche in edicola.

    consiglio di visionare anche il film (mi pare shinvision lo abbia/lo deve far uscire a breve doppiato in ita).

  2. utente anonimo:

    1 Aprile 2004 @ 8:36

    hai mai letto la principessa splendente?
    a me piace
    ciao
    Verovero

  3. lenders:

    1 Aprile 2004 @ 11:38

    No Vero, ma dal nome pare proprio ‘na chiavica!

  4. utente anonimo:

    1 Aprile 2004 @ 20:07

    Sarà mio!!!!!!
    MM

  5. falketta:

    3 Aprile 2004 @ 22:11

    a saperlo ti regalavo i primi 5 volumi; li ho dati come usato a Manarini sabato scorso…… la storia è buona, ma la vogliono tirare lunga per oltre 10 volumi. Meglio il film.

  6. Dryade:

    6 Aprile 2004 @ 21:42

    Il fumetto è buono per essere usato come carta igienica. Il film invece è favoloso!

  7. utente anonimo:

    14 Aprile 2004 @ 22:54

    Il film non è di Takeshi kitano, ma di Fukasaku Kenji! *Elle*

  8. Shito
    :

    16 Aprile 2004 @ 2:53

    Fukasaku KINJI, non Kenji. E cmq sia il film che il fumetto sono tratti da un LIBRO omonimo. Amen.

  9. Haran Banjo:

    1 Febbraio 2005 @ 15:09

     Spassosissimo e violento film di Kinji Fukasaku, ??Battle Royale?? è una feroce e cinica satira sulla società giapponese o ?? se preferite ?? una versione de ??L??isola dei famosi?? che tutti vorrebbero vedere.
    Il film parte alla grande con musiche epiche e toni cattivissimi, con un Takeshi Kitano spietato e crudele e con un??atmosfera generale davvero da brivido nonostante il clima venga stemperato da alcune parentesi ironiche (il fantastico filmato che illustra le regole, con una giapponesa raggiante che mima teste che esplodono ed altre amenità): impossibile non immedesimarsi e pensare al classico ??che cosa avrei fatto io, al loro posto??.

    Le dinamiche che si instaurano tra gli studenti sono regolate alla perfezione e coprono una gamma ampia e realistica di reazioni: c??è chi non si fa scrupoli fin da subito e ?? sbattendosene di passate amicizie ?? inizia in un baleno a bersagliare i compagni, c??è chi viene annichilito dalla crudeltà della prova e preferisce suicidarsi, c??è chi crea coalizioni e chi trama contro gli organizzatori. Naturalmente gli stronzi della classe hanno gioco facile, mentre chi non riesce a slegarsi da affetti ed amicizie ha vita durissima. Il nuovo arrivato solitario e bel tenebroso e la fighetta acida e perfida della classe si riveleranno ?? naturalmente ?? essere i due terminator della situazione, contrastati dai due alter-ego agli antipodi (una coppietta tenera tenera) disarmati e innocui.

    Grande prova di Takeshi Kitano, che nella sua impassibilità marmorea si conferma essere il Buster Keaton dei maniaci.
    Strano notare come ?? tra gli studenti ?? le ragazze riescano ad ammaliare con le loro divisine da scolarette perverse mentre i maschi sembrano tutti dei manici di scopa abbigliati.

    Nella parte centrale il ritmo dell??azione viene un po?? rallentato a favore dello sviluppo dei personaggi, ma - in generale ?? il film non concede spazio alla noia e si rivela essere meritevole della fama di cui gode, provocatorio, splatter e ammirevole per il coraggio che mostra nel denunciare le aberrazioni delle società ricche intrise di competizione sfrenata.
    Dove sono i registi e i produttori capaci di operazioni simili in Italia?

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