Keine gegenstaende aus dem fenster werfen

image Coloro che, tra un caffé e una boccata di sigaretta, conversano con me nei lunghi pomeriggi invernali del Circolo Intellettuali di Monteforte d’Alpone, apprezzano la mia straordinaria conoscenza delle mode giovanili dell’ultimo secolo.

Potrei disquisire per ore di come si vestivano i mods negli anni ‘60, delle radici del movimento hippie, del perché Sid Vicious e Malcolm McLaren sono l’icona di una generazione punk che amava vomitare per le strade, o ancora dei fasti dei dandy e della new age dei primi anni ‘80 (David Sylvian su tutti, Brian Ferry e poi l’evoluzione paninara dai Duran/Spandau in poi, troooppo giusto, troooppo scarso, Wild Boys, Wild Boys), di quella meteora chiamata i baiosi, dell’angoscia esistenziale perdurante dei dark, o dello tsunami dei Metallari che ora, cresciuti, di mestiere fanno quasi tutti i sistemisti o le bestie di Satana.

A fine ‘80-inizio ‘90 potrei raccontarvi di come è nato il movimento che in disco ballava prima la house (da Pump Up the Volume in poi), poi acid house (adolf-adolf-a-a-adolf), indi la garage house che poi è diventata la cosiddetta “commerciale” (piace molto a chi ha solo la terza media), oppure della techno dura e incazzosa che ha sempre fatto cagare a tutti ma nessuno se ne è mai accorto, essendo sotto ecstasy; per non parlare dei ‘90 e quindi il nichilismo e i jeans sdruciti dei grunge (tutto bene finché non ti spari un colpo in testa), l’affermazione dei b-boys con le loro bombolette colorate e le scarpe da ginnastica (io ho tutti i dischi dei Public Enemy, in vinile, chiaro?), il ritorno del punk ripulito (Green Day) che poi si è in qualche modo fuso con un inaspettato ritorno dark e quindi nei giorni odierni ha dato vita agli emo, questi bambini che ignari di somigliare ai Sigue Sigue Sputnik si riversano per le strade con unghie nere, capelli viola, tanto pessimismo e quell’aria da scoiattolo in pericolo che ti fa quasi tenerezza.

Ci sono i sempreverdi rasta, con la più bassa incidenza mondiale di malattie da stress, i papa boys con il loro carico di sperma inespresso e i simpatici butei dei rave, discendenti diretti della techno, molti dei quali grazie alla keta sono convinti di passare le loro giornate in un maniero ottocentesco galleggiante in una piscina di liquido amniotico, attorniati da cloni quasi perfetti di Placido Domingo, ma appena un pelo più grassi.

In tutto questo, c’è una sola cosa di cui mi vergogno molto, e confesso che faccio fatica ad esternarla perfino a voi che siete i miei unici amici.
Nonostante la mia ostentata preparazione in materia di trend giovanili, c’è una categoria che mi crea molto imbarazzo, che rimane lì, appesa tra i tasselli di un mosaico che non riesco a completare: non capisco i punkabbestia.

Ok l’anarchia e puzzare per scelta. Comprendo il vestirsi da straccioni e chiedere l’elemosina per affermare te stesso a un mondo che ti rifiuta mentre tuo padre gira in Ferrari (se sei di famiglia ricca) o perché non hai di che vivere dato che hai fatto l’istituto d’arte (se di famiglia povera).
Posso spiegare il ricorso all’eroina, il rantolarsi per strada e importunare i passeggeri delle Ferrovie dello Stato sulle banchine…

… ma il cane! Cazzo c’entra il cane?

26 Commenti »

  1. ciccio:

    9 Ottobre 2008

    C A P O L A V O R O !

  2. WebMolesto:

    9 Ottobre 2008

    Ottima riflessione, la risposta al quesito finale è nella seguente intervista:

    Decido di parlare con Camilla (il nome è di fantasia) perché la prima cosa che mi colpisce è differenza fra lei e il suo cane: lui è un grande mastino nero che ringhia e digrigna i denti ad ogni piè sospinto, mentre lei ha una corporatura esile ed un faccino sparuto che quasi scompare fra i lunghissimi dreads biondi. Prima di iniziare l’intervista mi confida che un cane così grosso difende una persona piccola come lei, e le dà sicurezza: “Io preferisco avere a che fare coi cani, piuttosto che con gli uomini”. Per molti punkabestia è così, mi spiega: molti di loro non ricordano dove hanno dormito la notte precedente, ma hanno cure immense nei confronti del loro animale.

    Articolo completo qui:
    http://www.studenti.it/bologna/tempolibero/punkabbestia.php

    —-

    Che bello essere in ferie prima di cambiare lavoro, ho veramente tempo per colmare i miei gap culturali. Peccatoa breve finisca…

  3. Butel1:

    9 Ottobre 2008

    Dalle mie parti sono stati scritti km di letterature teoretiche sull’argomento punkabbestia (spesso assolutamente inutile, s’intende) ma ogni potenziale cultore del disagiato fenomeno si è sinora arenato su due punti:
    - la barbetta (ricordo che NON è una barba nè un barba incolta, è La Barbetta - anzi la Labarbetta - con tre, massimo quattro, toh forse cinque peli);
    - il cane (una volta, pensa, siamo anche andati alla Festa in Rosso per appurare da vicino, in luogo di in più facile “sparare al cane dei Punkabbestia”);

    niente di niente capimmo.

  4. Paoletto:

    9 Ottobre 2008

    “i papa boys con il loro carico di sperma inespresso…”
    oggesù, mi hai fatto schiantare…
    Grande!

  5. hannah:

    9 Ottobre 2008

    …io rivolgerei la stessa domanda a Paris Hilton…

  6. Riz:

    9 Ottobre 2008

    Arte allo stato puro sto articolo, cmq spettacolo io conosco si e no i paninari….

  7. otar bolivecic:

    9 Ottobre 2008

    e il modo di parlare? sembrano tutti Oriano Ferrari, quando ti chiedono 2 spicci.. e cmq non so da voi ma qui si chiamano punkammerda

  8. Anomalo:

    9 Ottobre 2008

    e non dimentichiamo di distunguere i PUNKAFFESTA..cioè quelli che vorrebbero fare i punk ma non ci hanno capito un cazzo!!

  9. Upanisad:

    9 Ottobre 2008

    Concordo con Ciccio: post da incorniciare del Lenders! :D

  10. zarathustra:

    9 Ottobre 2008

    post bellissimo, e se puoi ritornare in topic ti chiederei di spiegarmi bene la differenza tra house e garage, e come mai certa house è diventata musica anche bella ed altra invece fa cagare le mosche nel latte.

    riguardo i punkabbestia, sono in realtà i cani ad utilizzare dei pupazzi a forma d’uomo (ma siccome i cani non possono schiacciare i flaconi di sapone liquido, questi pupazzi si sporcano e nessuno mai li lava) per tirare su qualche soldo con l’obiettivo di finanziare il progetto “Conquista del mondo da parte del Glorioso Popolo dei Canidi”.
    qualcosa di simile, se vuoi, a Null-P (http://null-p.blogspot.com/)

  11. Haran Banjo:

    10 Ottobre 2008

    Ma nooo… non avete capito nulla! E’ il CANE che si porta a spasso il punkabbestia!!!
    A questo punto la domanda finale del Lenders si ribalta e si pone al cane: …ma il punkabbestia! Cazzo c’entra il punkabbestia?

  12. Mark Lenders:

    10 Ottobre 2008

    @zarathustra: la House partì molto legata ai “campionamenti” di altri dischi. A partire dal già citato Pump up the Volume, i primi dischi house avevano una ritmica più o meno sempre uguale e il “testo” era composto da pezzi di altri dischi o di registrazioni televisive, o radio, o ancora rumori presi dalla strada, insomma suoni di qualsiasi tipo, quasi senza un filo conduttore (ascolta ad es. “Jack to the sound of the underground” di Hithouse, dovresti trovare anche il video su Youtube)
    Pensa te che sul vinile per DJ mettevano addirittura in una traccia i suoni uno dopo l’altro così uno se li poteva campionare e usare nel proprio disco. E infatti così si faceva. Celeberrimo il “Bass!” che si sentiva un po’ ovunque e in origine proveniva da un pezzo che non c’entrava niente con la house, guarda un po’ da Chuck D dei Public Enemy in “Bring the noise”.
    Verso la fine dell’evoluzione acid con tutti quei suoni sintetici, qualcuno pensò di tornare a suoni un po’ più orecchiabili, mettendoci una vocalist: e nacque la garage. Gli Inner City (”Good Life” uno dei loro maggiori successi) sono stati uno dei primi gruppi a fare garage house. In Italia erano molto famosi i Black Box con “Ride on time”.

  13. Nilli-Giulia:

    10 Ottobre 2008

    Ohhhh LenderZ! Mi era mancato tutto questo!

    Mi fai cominciare bene la giornata!
    - Quasi quanto cappuccino

  14. Nilli-Giulia:

    10 Ottobre 2008

    Perchè mezzo commento è stato fagocitato dal “Leavethereply”? :((

  15. Mark Lenders:

    10 Ottobre 2008

    Ho provato a controllare Nilli ma non c’è il resto del commento, prova a rimetterlo? :/

  16. marco:

    10 Ottobre 2008

    Quindi la Tectonik affonda le sue radici nei S.S. Sputnik?
    Non ci avevo pensato ma mi sembra molto plausibile.

    Per quanto rigurda il meteorismo (?) dei baiosi, credo che siano diventati un fenomeno itinerante al seguito dei concerti dei Nomadi e delle feste della birra del basso mantovano (o alto reggiano).

    Per il resto un trattato di sociologia come non se ne leggevano da anni.
    Per quanto mi riguarda esattamente da 41, anni.

    Che Alberoni ti abbia in gloria.

  17. Mark Lenders:

    10 Ottobre 2008

    @marco: credo che la Tectonik affondi le sue radici nella teoria della Tettonica a Placche, o più probabilmente nella Teoria del Cazzo e della Merda (TM) ampiamente discussa in questo blog.
    Ad ogni modo i SSS possono c’entrare qualcosa con questa evoluzione della tecno, che però va al doppio dei bpm… mi pare più di derivazione Techno (”who is elvis?” chi se la ricorda? ahah)

  18. WebMolesto:

    10 Ottobre 2008

    Who is Elvis = Zanzarismo

    AdC.

  19. Anomalo:

    10 Ottobre 2008

    RAgazzi mi avete aperto un mondo!!!non avevo idea di chi fossero i Sigue Sigue Sputnik,forse anche a causa della mia “giovane” eta!!…ma adesso diventero emo anche io??

  20. Mark Lenders:

    10 Ottobre 2008

    Anomalo, sono un mito giovanile degli anni ‘80! Presero il punk e lo fecero diventare cyber.
    Se vuoi farti una cultura in proposito: http://www.imeem.com/artists/sigue_sigue_sputnik/

  21. cane:

    10 Ottobre 2008

    Io c’entro sempre..
    e poi..Lenders.. macchecultura!
    ora sarei curioso di sapere con quale dei suddetti “movimenti” ti sei più ritrovato durante la tua esistuenza giuovanile..
    ti potrei immaginare.. tipo.. veramente non oso immaginarlo..

  22. Upanisad:

    11 Ottobre 2008

    Ma, Lenders… scusa l’ignoranza, ok per tutti gli altri, ma… chi cazzo erano i baiosi? Me li sono persi! :O

  23. lapo:

    13 Ottobre 2008

    il cane? è l’essenza del punk bestia…
    l animale dorme mangia e caga
    è l ambizione della vita del punkbestia..

    no stress, no lavoro, no auto, no casa…

    la vita è dormire, mangiare e cagare..

    come darli torto..

  24. sakazaki:

    13 Ottobre 2008

    Leggo questo post e m’illumino d’immenso.
    Come si fa a vivere senza queste perle di cultura, con tutti i dilemmi che comporta?
    (e comunque anche secondo me è il cane che porta a spasso il punkabbestia e non viceversa)

  25. Mark Lenders:

    13 Ottobre 2008

    Per chiudere il cerchio potremmo quindi definirli una sorta di unità cinofile di disadattati?

  26. Tanakka:

    15 Ottobre 2008

    Ma , scusate , lo dice il nome Punk a Bestia . Son punk accompagnati da una bestia . No ?

    Poi c’è anche una versione che dice che il termine “a’bbestia” venga dalla toscana, in cui ” a’bbestia ” vuol dire : “un sacco” , “un monte” “estremamente” etc.
    Quindi sarebbero i Punk , più “estremisti” .

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