Un pool di esperti di marketing provenienti da Publitalia ha cacato finalmente il nome della Cosa berlusconiana: “unghie che stridono su una lavagna” è il termine che più si avvicina a definire il suono della pronuncia di “Partito del popolo Italiano delle Libertà“.
Riassumiamo la lungimirante strategia politica: viene disfata in quattro e quattr’otto Forza Italia, si fa una sorta di partito identico con un nuovo nome tentando di ciucciare voti a UDC e AN (i cui leader sono già inviperiti), senza più parlare di partito unico, per andare a votare il prima possibile, senza uno straccio di programma comune.
Va bene che il Partito Democratico dell’Acqua Calda è un’analoga schifezza, ma che è sta roba? I Circoli della Libertà e la Brambilla che fine fanno? (non che mi interessi, beninteso, ma così per curiosità)



Tra l’altro come si pronuncia? “pi.pil”?
E infine diventarono comunisti.
Calmi, calmi. Stasera ha già dato versioni diverse: Popolo della libertà o Partito della libertà. D’altronde non è che puoi andare alle elezioni con un nome inventato lì per lì dopo tre spritz. Tra l’altro il suo entourage, preso ovviamente alla sprovvista, doveva essere nel panico: per abbozzare
il simbolo del nuovo partito (lo si è visto alle spalle di Silvio durante il discorso di stasera) hanno chiamato un emulo di Pollock che si è messo a tirare sulla tela secchiate di bianco, rosso e verde, totalmente a casaccio. Olè, abbiamo il simbolo.
Ha già dato versioni diverse? E dove starebbe la novità?