Piccolo scivolone

Bello ciccioArriva finalmente nelle sale latteso Fahrenheit 9/11 di Michael Moore.
Fondamentalmente, a me il ciccio come regista piace. Apprezzai parecchio a suo tempo Bowling for Columbine.

Qui ci troviamo invececon un argomento molto più conosciuto, almeno qui in Europa, e abbastanza trito, su cui Moore si accanisce da tempo, con esiti altalenanti.
Ora, non fraintendiamo: sono il primo che vorrebbe il cocainomane guerrafondaio tonto fuori dalle palle. Ma il film non funziona.

I primi tre quarti dora sono ottimi, nel puro ironico stile-Moore: il problema è che quando comincia la filippica sui soldati caduti in Iraq, si scade nella retorica più bieca. Forse gli americani hanno bisogno di mezzora di pianto della madre per il figlio caduto, noi probabilmente no.
Moore fa campagna elettorale, e fa bene se dalle sue parti nessun altro dice certe cose; ma qualcuno che fa controinformazione qua in Italia cè, e non serve un documentario di tre ore per sapere che lattacco allIraq era meditato da tempo, che non centra un tubo col terrorismo, che è stato solo una corsa al petrolio e via dicendo. Molto più interessanti i legami di Bush con la famiglia Bin Laden, la storia dei brogli elettorali, insomma tutta la prima parte della pellicola.

Quindi, anche se un po a malincuore, credo che ben poche persone, qui da noi, verranno convertite allanti-Bush da questo film: chi era pro bush, pro berlusca, pro guerra, resterà pro e farà finta che Moore si sia inventato tutto; chi era già contro, resterà contro.
Avrei preferito uno stile più asciutto e meno partecipato, più distaccato; altrimenti Moore fa la fine di Luttazzi che siccome è contro Berlusconi ormai per principio (e ne ha ben donde, peraltro), quasi nessuno gli da credito, anche quando dice verità inconfutabili.

Voto del Pentolone:

13 Commenti »

  1. colorblind:

    1 Gennaio 1970 @ 1:00

    l’ultimo film che ho visto e’ stato

    stursky & hutch

    e li’ non si parlava per 0″a di bin laden e j w bush

  2. Riz:

    30 Agosto 2004 @ 17:14

    In linea di massima sono d’accordo con te,però io 3 pallette gliele avrei date

  3. Zagor:

    30 Agosto 2004 @ 17:19

    Ho visto il film, e concordo con Mark, e’ un film politico, fatto per fare politica, nel modo giusto, ovvero con entusiasmo, fatti e razionalita’.
    Per questo si rivolge alla realta’ americana per far si’ che incida e decida. E le manifestazioni di New York, testimoniano una possibilita’.

  4. Domiziano Galia:

    30 Agosto 2004 @ 17:49

    Essere contro, su quali basi documentarie?

  5. Mark Lenders:

    30 Agosto 2004 @ 18:01

    Su queste.
    Altre domande?

  6. Fringe:

    30 Agosto 2004 @ 19:58

    4 palle perche’ non e’ male con tutta la retorica pero’ ha coraggio

  7. Paoletto:

    30 Agosto 2004 @ 21:08

    Mi fido ciecamente del sapiente giudizio di Lenders. Se la mezzora di pianto della madre del soldato raggiunge un decimo della retorica populista del finale di Bowling for Columbine (con il Ciccio-chiappettone che depone la foto della bambina sull’uscio di quel rincoglionito di Charlon Heston), due palle sono più che sufficienti.

  8. Puccia:

    31 Agosto 2004 @ 13:56

    Anche se credo che la tua analisi sia veritiera… (avevo qualche dubbio sulla riuscita)… voglio andare ugualmente a vedere questo film-documentario. Dopo aver letto "Stupid White Men" di Moore ho incominciato ad avere una certa simpatia per questo tipo!! Se non l’avete letto ve lo consiglio… anche se forse ormai è cosa vecchia!! Complimenti per il blog!

  9. Testu:

    31 Agosto 2004 @ 23:04

    Già scartato. Sto genere mi fa schifo se vado al cinema voglio un film non stupido ma manco palloso. Poi mi dovete spiegare una cosa, il trailer dice "il film che non volevano vedeste" e qui potrei capire ma se cosi  fosse veramente stato, non l’avremmo visto di certo mai.

  10. Giuy:

    3 Settembre 2004 @ 16:23

    Non sono esattamente daccordo con te! Certo chi è contro Bush-Berlusconi-Blair lo va a vedere e chi non gliene frega se ne sta a casa! C’è una spiegazione logica alla scelta di Moore, a non andare troppo oltre e ad insistere sul dolore della mammina americana o su come i soldati americani sono arruolati(dando la colpa alla propaganda e non alla loro stupidità, perchè se io volessi fare il cantante ed i miltari mi dicono che Puff Daddy ha iniziato a cantare nell’esercito, io non vado in Iraq ma piuttosto mi iscrivo alla scuola della De Filippi :)). Moore non può accusare gli americani di avere fobie su fobie(lo lincerebbero di brutto), credere a tutto quello che Bush gli dice senza più dare spiegazioni, nemmeno qual’è la minaccia terroristica imminente e da chi, dove o perchè!! Inoltre non può in nessun modo insultare le truppe perchè in America per come sono nazionalisti (non gli fotte niente se muoiono 1000 iracheni, basta che non muoiono gli  americani, quando iniziano a morire gli americani iniziano anche i problemi)e fa in modo di illuminarli su come sono tutti vittime della propaganda americana del terrore, dando tutta la colpa a Bush e alla sua amministrazione, cercando di commuovere le mamme americane  per farle capire che in Iraq si muore! Certo noi, eruoscettici come sempre ci aspettavamo più accuse! 

  11. Mark Lenders:

    3 Settembre 2004 @ 16:26

    Giuy, la tua interpretazione è molto, molto interessante!! Non ci avevo pensato a vederla così.

  12. Bole:

    15 Settembre 2004 @ 15:49

    Sono abbastanza d’accordo con te Sim credo cmq che il documentario "non è un film secondo me" vada visto…è assolutamente di parte ma ha avuto i coglioni di farlo e non è da poco,poi su tante cose si può non essere d’accordo ma ci sono delle verità molto interessanti..

  13. Giulione:

    17 Settembre 2004 @ 9:08

    Sono perfettamente d’accordo a metà con te.

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