Lasciamo perdere la destra e la sinistra, non sopporto i faziosi, non vi dirò manco cosa ho votato, ma diciamoci la verità molte delle cose della nostra politica mi fanno troppo sganasciare dalle risate.
Per 5 anni, ci siamo beccati quel bacucco di Tremaglia che andava in giro per il mondo curandosi gli Italiani all’estero.
Pontificava sull’importanza degli Italiani all’estero,sul fatto che devono esser seguiti, sul loro amore per la Patria Natia.
Premesso e non concesso che considero una immane cazzata che gli Italiani all’estero abbiano il diritto di voto, e la penso così per una serie di motivi che non vi vado ad elencare.
Mi fa troppo ridere che, dopo che Tremaglia si è fatto il culo per 5 anni solo ed esclusivamente per portare voti al Centro-Destra (per cos’altro se no?!?!), quelli all’estero siano stati i voti che li hanno inculati.
Sfiga
Cmq tranquilli, Bertinotti a breve farà qualcuna delle sue e tempo 11 mesi e si ritorna sereni a votare.



gine:
io voglio sapere quali sono le tue ragioni perche’ nn vuoi che gli italiani all’estero votino!!!
Dada:
Probabilmente una di queste è che gli italiani all’estero subiscono (più raramente, godono) in misura troppo esigua le conseguenze di un voto che, in fondo, non li riguarda più di tanto. D’altra parte, dico io, essendo comunque “italiani all’estero”, come afferra la dicitura, il loro status di “immigrati” in uno stato straniero potrebbe in qualche modo dipendere dai rapporti che l’Italia ha con lo specifico stato in cui è emigrato. Ma effetivamente non è così logicamente lineare…
Upa:
La durata del governo Prodi si vedrà nei primi giorni e nei primi mesi. O casca subito, ’st’anno, o dura tutta le legislatura!
E per gli italiani all’estero… anch’io ero contrario a dargli il voto. E proprio per questo ci godo come un riccio per com’è andata a finire!
Haran Banjo:
Gli italiani all’estero non pagano le tasse in Italia, in compenso è loro permesso decidere sulle tasse che pago io abitante del belpaese.
Denjo:
Gli italiani all’estero potevano votare anche prima, solo che dovevano smazzarsi il viaggio dal paese dove risiedono al seggio in Italia.
shizaar:
Ogni volta che apre bocca Bertinotti, mi convinco di una cosa: egli esiste escusivamente per rendere tridimensionale il concetto di “ROMPICOJONI”
Maria:
Scusate ma non riesco a capire perche’ secondo voi gli italiani all’ estero non hanno diritto al voto.
Per essere italiano all’ estero bisogna essere iscritti all’ AIRE, cosa obbligatoria se si intende stare via dall’ Italia per piu’ di 3 mesi. Quindi molti degli iscritti all’ AIRE sono anche studenti, lavoratori temporanei o semplicemente gente che ha deciso di passare un periodo all’ estero per arricchire il curriculum e guadagnare qualche soldo.
Una buona parte di queste persone intende far ritorno in Italia nel giro di pochi anni, un’altra parte vuole rimare dove sta. Probabilmente questa seconda categoria non e’ andata neache a votare ma vi posso garatire che la prima ha votato. E ha fatto bene!
E poi come qualcuno ha detto, gli italiani all’ estero hanno sempre avuto il diritto al voto. Diritto che poteva essere usufruito con l’ acquisto di un biglietto aereo scontato al 20%! Proprio un bel diritto! Un diritto per ricchi!
Concludo dicendo che si’ e’ vero, chi vive all’ estero diventa un po’ nazionalista…ma in senso buono. Stare via da casa rende piu’ obiettivi e fa apprezzare molte cose del proprio paese.
Giaella:
Io sono all`estero per un anno per studio, pero` grazie alla cara legge fatta da Tremaglia, non ho potuto votare. Infatti chi ha il visto per studio non puo` in NESSUN modo votare. Non solo, per avere diritto al voto, bisogna sì essere iscritti all`AIRE ma avere un visto di almeno 12 mesi, e non 3 come diceva Maria, basta andare sul sito per controllare. Non è dato sapere perché, gli studenti italiani non posso votare visto che in altre nazioni è concesso.
Credo che per molti l’idea dell’italiano all’estero, sia il pronipote dell’immigrato in sud america, ma la realtà è diversa. La maggior parte sono studenti di scambi come l’erasmus, o lavoratotori che risiedono solo temporaneamente fuori dall’Italia e quindi hanno il diritto decidere della “tasse” che poi pagheranno.
Dove paghi le tasse? In Italia? vota in Italia. Le paghi negli Stati Uniti? Col cazzo che dovresti poter votare in Italia. Io la vedo così
Maria:
E chi studia o fa ricerca? Le tasse non le paga pero’ vota lo stesso in Italia!
O forse dovremmo dare voto esclusivamente a chi paga le tasse! Via studenti, disoccupati e morti di fame!
Haran Banjo:
Chi “fà ricerca” all’estero lo fà per rimanere all’estero… la ricerca scientifica in Italia non esiste.
enfant terrible:
il diritto di voto solo a chi paga le tasse… che tristezza. Quindi chi paga piu tasse dovrebbe avere un voto che vale di piu?
Il governo (e il parlamento) non decide solo in materia fiscale. Molte delle decisioni del governo in altre materie (sanita’, istruzione, pensioni, relazioni internazionali….) influiscono la vita dei miei familiari e magari il mio decidere se rientrare un giorno in italia.
al di la di quello, qualunque cittadino italiano ha diritto di voto, indipendentemente da dove si trovi. il voto all’estero non ci da’ un diritto che prima non avevamo. ci evita solo di spendere centinaia di euro per volare in italia una settimana prima di pasqua.
detto questo ancora mi chiedo come uno possa aver votato da una parte o dall’altra, questa volta. non votare (o meglio votare bianco) era l’unica cosa saggia…
w la figa.